A Rufina il convegno "L'Invisibile e la sua forza" dedicato al futuro di Croce a Mori – OK!Valdisieve

A Rufina il convegno “L’Invisibile e la sua forza” dedicato al futuro di Croce a Mori – OK!Valdisieve

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Proteggere l’identità del territorio: le associazioni di Rufina si oppongono al progetto eolico di Londa

Sabato 4 luglio 2026, si è svolto nella Sala Rombechi a Villa di Poggio Reale (Rufina) il convegno “L’Invisibile e la sua forza”. Questo incontro, organizzato dalla Coalizione Ambientale TESS, Italia Nostra e dal Comitato Crinali Liberi Londa, ha esaminato le motivazioni alla base del “no” contro il progetto eolico industriale che minaccia il crinale di Croce a Mori, offrendo una visione che abbraccia giustizia, ecologia e storia locale.

L’apertura dei lavori, affidata a Fabrizia Larona Jezzi, ha sottolineato l’importanza geografica ed ecologica del crinale di Croce a Mori, descritto come un corridoio vitale che collega il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi alla riserva di Vallombrosa e al Pratomagno. Questo equilibrio è oggi a rischio a causa del progetto “Londa”, il quale prevede l’installazione di torri eoliche alte 200 metri di fronte al Monte Falterona, trasformando una zona di grande valore in un’area industriale.

Federica Falancia: La Natura come soggetto di diritto La giurista e antropologa Federica Falancia, ispiratrice del titolo del convegno con il suo libro “Forza Invisibile”, ha proposto un cambiamento di paradigma radicale. Superando la visione “antropocentrica” che pone l’uomo come dominatore della natura, Falancia ha introdotto l’idea di biocentrismo, in cui l’essere umano è parte integrante di un sistema ecosistemico. La studiosa ha illustrato come il diritto moderno inizi a riconoscere la natura come un soggetto di diritti, un’entità vivente e senziente che merita protezione non solo per il suo valore per l’uomo, ma per la sua dignità intrinseca.

Dare un nome ai luoghi per salvaguardarli L’intervento di Raoul Fiordiponti (Osservatorio Biodiversità) ha enfatizzato la necessità di rendere “visibile” ciò che la politica spesso ignora. Fiordiponti ha evidenziato l’importanza di dare un nome e un’identità significativa a questi crinali, per evitare che siano considerati terre senza padroni dove tutto è permesso. La protezione della biodiversità è una questione cruciale per la salute pubblica e il riconoscimento delle aree protette, che rischiano di essere compromesse.

L’armonia del paesaggio di San Francesco Il presidente dell’APS Cammini di Francesco in Casentino, Luca Piantini, ha richiamato la figura di San Francesco per descrivere il rapporto ideale tra l’uomo e l’ambiente. Citando il Cantico delle Creature, Piantini ha messo in evidenza come la natura sia un simbolo di bellezza e armonia divina. In questa visione, ogni elemento ha il suo posto: l’uomo deve abitare il territorio in modo equilibrato, rispettando quella “difesa dell’armonia” che Francesco cantava in volgare per essere compreso da tutti, stabilendo così un legame universale con il creato.

Identità e memoria storica Gli interventi dell’esperto di storia dell’arte Battiferro Bertocchi e della ricercatrice Marta Ricci hanno indagato il rischio di perdita di identità. Attraverso un efficace confronto storico, è stato evidenziato come, in passato, l’abbattimento di un grande albero richiedesse mesi e l’impegno di centinaia di persone, mantenendo un legame fisico e temporale con la terra; oggi, le macchine industriali possono radere al suolo in poche ore ciò che la natura ha impiegato secoli a forgiare. La tesi è chiara: consentire la “devastazione” del crinale significa cancellare le tracce storiche e umane del contesto territoriale, privando le comunità della possibilità di comprendere chi sono e da dove provengono.

Non ci arrendiamo alla legge del più forte o alla corruzione del potere economico“, è stato il messaggio finale del convegno. La coalizione TESS, che conta ormai 160 associazioni, continuerà a lottare affinché la transizione energetica rispetti veramente i territori e le comunità che li abitano, garantendo che le “forze invisibili” dell’Appennino possano finalmente trovare voce e ascolto nelle istituzioni.

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