Ruba un'auto in officina e scappa, ma si schianta contro un muro

Frodi nel noleggio di auto di lusso: oltre un milione coinvolti, 41 indagati in Italia

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La polizia ha disarticolato un’associazione a delinquere attiva tra Campania e Toscana, specializzata nelle frodi legate al noleggio di auto di lusso, sia in Italia che all’estero. Sono 41 le persone indagate, accusate di truffa, riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione e simulazione di reato. L’organizzazione si dedicava al noleggio a lungo termine.

Le indagini, sotto la supervisione della procura di Bolzano, sono state condotte dalla squadra mobile della questura di Siena e dalla Polstrada di La Spezia. Nelle ultime ore, sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari a quattro donne e trentasette uomini, con un’età compresa tra i 32 e i 73 anni.

Perquisizioni sono state eseguite su scala nazionale, coinvolgendo commercialisti e prestanome. Finora, il volume d’affari accertato supera 1 milione e mezzo di euro.

L’indagine ha avuto origine da una denuncia di appropriazione indebita presentata nel febbraio 2022 da una società di leasing a La Spezia. La polizia ha subito avviato le indagini, mettendo in luce elementi legati a un sistema fraudolento ben più ampio.

Le informazioni raccolte indicano che i membri dell’organizzazione operavano con un sistema strutturato, con ruoli ben definiti e figure delegate a reperire documentazione falsa, identificare prestanome e gestire il trasferimento e l’occultamento dei veicoli.

L’associazione, infatti, “acquisiva automobili di alta gamma attraverso contratti di noleggio a lungo termine stipulati con documentazione fiscale, bancaria e reddituale falsa o alterata”, si legge in una nota ufficiale.

Una volta ottenute le autovetture, “queste venivano sottratte al circuito legale tramite un processo accuratamente pianificato: venivano presentate false denunce di smarrimento delle chiavi o furto dei veicoli, successivamente venivano alterati gli elementi identificativi delle auto, applicate targhe straniere e infine trasferiti i mezzi all’estero, rendendone difficile il rintraccio”.

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