Durante il dibattito parlamentare sul disegno di legge riguardante il fine vita, il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Andrea Lenzi, ha dichiarato che attualmente non sono disponibili in commercio strumenti per permettere l’autosomministrazione di farmaci letali a persone immobilizzate o incapaci di eseguire autonomamente questo gesto.
Nel corso della sua audizione davanti alle commissioni Giustizia e Affari sociali del Senato, Lenzi ha affermato che “attualmente non risultano disponibili né reperibili strumenti in commercio per l’auto-somministrazione di farmaci utilizzabili nella procedura di morte medicalmente assistita per persone immobilizzate o impossibilitate, e non sono nemmeno in fase di studio progetti relativi”.
Lenzi ha citato anche un caso avvenuto in Toscana, descritto dai media con il nome fittizio di “Libera”, riguardante una donna affetta da sclerosi multipla che nel 2024 ha fatto uso dell’auto-somministrazione di un farmaco letale attraverso un dispositivo a comando oculare, previa autorizzazione del tribunale di Firenze.
Secondo le informazioni, il sistema sarebbe stato attivato da un dipendente del Cnr, con i costi sostenuti dall’Asl Toscana nord ovest.
Lenzi ha inoltre sottolineato che la possibile produzione e commercializzazione di tali dispositivi comporterebbe una trasformazione sostanziale della natura giuridica e degli obiettivi istituzionali dell’ente di ricerca, il quale non opera nel campo produttivo o industriale.
“L’eventuale immissione in commercio di un dispositivo di questo tipo […] presupporrebbe che il Cnr operasse con scopi produttivi o di commercializzazione, piuttosto che come ente dedicato primariamente alla ricerca scientifica”, ha affermato il presidente del Cnr.
