rewrite this title Musumeci "100 milioni per progetti subito cantierabili contro il rischio dissesto idreologico"

Musumeci: “L’Italia deve finalmente puntare sul mare”

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Il ministro ha enfatizzato come l’istituzione, per la prima volta nella storia della Repubblica, di un ministero dedicato al mare rappresenti una visione strategica della presidente Giorgia Meloni. “Nel corso di decenni, l’Europa ha rivolto lo sguardo verso Nord e Est, permettendo a influenze come quella russa e cinese di affermarsi in Africa; oggi, l’Italia sta ricostruendo, tramite il Piano Mattei, un collegamento ideale con il continente africano”, ha spiegato Musumeci. In questo contesto, la Sicilia, distante appena 142 km dalle coste africane, si configura come la naturale proiezione dell’Europa verso un continente destinato a subire una significativa trasformazione socio-economica nei prossimi quindici anni.

Il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare ha inoltre lanciato un allerta riguardo alla percezione del mare in Italia: un’indagine commissionata dal Dipartimento mostra che il 62% degli italiani non vede l’Italia come un Paese a vocazione marinara, associando il mare principalmente al turismo balneare. “È fondamentale superare questa visione limitata”, ha dichiarato, sottolineando che l’80% delle merci a livello globale si muove via mare e che il trasporto marittimo risulta oggi più economico e meno inquinante rispetto a quello su strada o rotaia.

Tuttavia, il sistema deve fronteggiare l’emergenza ambientale: Musumeci ha ricordato la minaccia della plastica, l’ingresso di specie aliene e le proiezioni scientifiche che prevedono un innalzamento del livello del mare di un metro entro 80 anni, mettendo in pericolo numerosi comuni costieri siciliani.

Analizzando lo sviluppo delle infrastrutture, l’ex presidente della Regione Sicilia ha evidenziato una cronica mancanza di posti barca: “In Italia ne possediamo 160mila, ma ce ne vorrebbero almeno altri 50mila per impedire che il turismo nautico si sposti verso i Balcani o la Francia”.

Riguardo a Cefalù, considerata una città con una storica tradizione marinara ma priva di un porto adeguato, il ministro ha ufficialmente suggerito all’amministrazione comunale di avviare un tavolo tecnico permanente: “Cefalù non deve essere solo la città della Cattedrale e del Vescovo, ma deve poter affermare: questo è il nostro porto, da qui si parte e si arriva”. Ha inoltre proposto di utilizzare strumenti come il project financing per attrarre investimenti privati, ribadendo la disponibilità del governo nazionale e regionale a supportare un progetto che rilanci la pesca moderna e il turismo di qualità, trasformando definitivamente la “città col mare” in una autentica “città di mare”.

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