UNIC festeggia 80 anni e cambia leadership, ma rimane salda nelle 'Radici': Alessandro Iliprandi è il nuovo presidente.

UNIC festeggia 80 anni e cambia leadership, ma rimane salda nelle ‘Radici’: Alessandro Iliprandi è il nuovo presidente.

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Trasferimento di responsabilità al vertice di UNIC – Concerie Italiane, che quest’anno festeggia anche 80 anni di attività. Questa mattina, per la prima volta in Toscana, nel distretto del Cuoio, presso il Po.Te.Co di Santa Croce sull’Arno, si è svolta l’assemblea annuale in cui è stato nominato il nuovo presidente Alessandro Iliprandi, CEO di Bonaudo Spa, storica azienda lombarda specializzata nella produzione di pelli di alta qualità per il segmento luxury. Iliprandi succede al presidente uscente Fabrizio Nuti, in carica per 6 anni.

Un passaggio di consegne che affonda il suo significato nelle ‘Radici’, non a caso il claim scelto per l’ottantesima assemblea nazionale: nelle radici, infatti, “si trova la stabilità, il legame con la storia e con un territorio, ma anche il nutrimento per crescere”.

L’Assemblea ha rappresentato anche l’occasione per celebrare gli ottant’anni di attività dell’associazione, attraverso la presentazione di un volume storico intitolato RADICI, realizzato da UNIC, il quale narra l’evoluzione della concia italiana dal secondo dopoguerra ad oggi tramite documenti, immagini e testimonianze.

Durante la sua relazione, il presidente uscente Nuti ha riassunto i sei anni della sua presidenza, affrontando una fase particolarmente complessa per il comparto conciario. Nel 2025, la produzione conciaria italiana ha mostrato una flessione di quasi il 6% in valore e del 4% in volume, mentre l’export è diminuito del 5%. Anche il numero di aziende e addetti ha evidenziato una contrazione: 900 aziende (circa 170 in meno rispetto alle precedenti stime), con oltre 17 mila addetti confermati.

Anni che il presidente uscente definisce “tra i più intensi, complessi e stravolgenti degli ultimi decenni e, probabilmente, di tutti gli 80 anni di vita della nostra associazione”. Per Nuti: “Nulla ci è stato risparmiato. Pandemia, crisi energetica, inflazione, tensioni geopolitiche, conflitti commerciali, dazi e guerre imprevedibili: eventi che hanno compresso i cicli economici. Potrei anche essere d’accordo con l’affermazione che ‘nel mezzo delle difficoltà nascono le opportunità’, ma alcune difficoltà, francamente, avremmo potuto evitarle. Negli ultimi anni ci siamo concentrati sulla necessità di resistere, spesso muovendoci per tentativi, approcci strutturali e nuovi modelli operativi. Le concerie si sono trovate ad operare in un contesto caratterizzato da instabilità globale, rapidi cambiamenti di mercato e crescente pressione competitiva, rivedendo modelli organizzativi, strategie industriali e strumenti di relazione con clienti e stakeholder.”

Nuti ha tracciato tutti gli “elementi di cambiamento” del settore conciario, dal emergenza pandemica “primo grande fattore di discontinuità”, ai timidi “segnali di ripresa” seguenti, fino alle “nuove criticità come l’aumento dei costi energetici, le difficoltà logistiche internazionali e la crescente instabilità nella fornitura di materie prime e prodotti chimici”, ulteriormente complicate “dalle tensioni geopolitiche, commerciali e dei conflitti internazionali”; incluse la rinuncia del mercato del lusso, il processo di acquisizione delle aziende da grandi colossi e le sfide imposte dal regolamento europeo EUDR sulla deforestazione, su cui l’eurodeputato Dario Nardella ha inviato un video di saluti per fare il punto sui prossimi appuntamenti a Bruxelles.

Tutto ciò ha costretto le aziende a rinnovarsi, “a investire con maggior determinazione nell’innovazione tecnologica, nell’efficienza produttiva, nella sostenibilità e nei sistemi di tracciabilità,” orientando “le proprie strategie verso modelli di sviluppo che si basano su innovazione, sostenibilità, digitalizzazione e valorizzazione del prodotto”. È emersa, inoltre, una nuova consapevolezza dell’importanza della comunicazione e della promozione culturale della pelle.

Il presidente uscente ha poi sentito la necessità di commentare la vicenda dell’inchiesta Keu: “Ha infangato un settore, per poi cadere l’accusa: avrei voluto vedere una frazione di quell’impatto mediatico andare nella direzione opposta, ma non c’è stato quasi nulla” (qui il dettaglio).

“Il futuro richiederà determinazione e fiducia” – conclude Nuti“nella pelle, nelle nostre competenze e nella capacità di innovare senza perdere identità. Se sapremo affrontare il cambiamento con lo stesso spirito che ci ha sempre contraddistinto, la pelle continuerà a essere protagonista nel futuro dei materiali come espressione contemporanea di innovazione e cultura industriale.”

Alessandro Iliprandi è il 19° presidente dell’associazione e sarà affiancato dai vicepresidenti Matteo Mastrotto (Rino Mastrotto Group), Fabrizio Nuti (Nuti Ivo Group) e Gianni Russo (Russo di Casandrino).

“È un momento particolarmente difficile per il settore” – ha spiegato Alessandro Iliprandi presentando le linee del suo mandato – “ci sono molte sfide che ci attendono, ma abbiamo dalla nostra parte visione, coraggio e la volontà costante di migliorarci. È un momento di difficoltà legato a un contesto internazionale complicato e credo che fino a quando i conflitti internazionali non si sistemeranno sarà difficile immaginare una ripresa”.



Tra le priorità del suo mandato “vi saranno il rafforzamento della collaborazione con i nostri clienti lungo tutta la filiera, una rappresentanza europea ancora più incisiva e il sostegno alla cultura della formazione e della pelle, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alla diffusione delle competenze. Dobbiamo investire fortemente nella formazione, nei giovani, nel creare desiderabilità nel nostro prodotto, nello spiegare meglio ciò che facciamo, ossia l’economia circolare, e il valore aggiunto che offriamo a tutta l’industria, dimostrando che il nostro è un lavoro di natura ecologica. Il nostro settore è vivo, attivo e ha ancora molto da dire”.

In merito al sostegno per il settore, Iliprandi è molto chiaro: “Alle istituzioni non chiediamo nulla, non lo abbiamo mai fatto, se non di non intralciarci in un lavoro che portiamo avanti in maniera seria e onesta da generazioni”.

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