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Omicidio a Livorno: si indaga sulla pista della mafia turca e sulla scomparsa della convivente.

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Le indagini sull’omicidio di Ylias Tas, un 31enne turco di origine curda ucciso con un colpo di pistola alla nuca nella notte tra il 7 e l’8 giugno a Castellaccio, nelle colline a sud di Livorno, stanno sempre più puntando sulla mafia turca.

In base ai dati raccolti, gli agenti della Squadra Mobile stanno esaminando i possibili legami della vittima con un’inchiesta riguardante la criminalità organizzata in Turchia. In particolare, sarebbero in fase di verifica notizie diffuse dalla stampa turca relative al fratello di Tas, attualmente detenuto nel suo Paese in un’indagine giudiziaria di ampio respiro.

Contestualmente, la polizia sta analizzando la situazione della comunità curda presente a Livorno, composta principalmente da persone che hanno ottenuto o richiesto asilo politico in Italia.

Un aspetto che sta emergendo con particolare attenzione riguarda la scomparsa della donna turca che viveva con Tas nella villa con piscina affittata a Castellaccio, non lontano dal luogo dell’omicidio. Secondo fonti investigative, si tratterebbe probabilmente della fidanzata della vittima.

Attualmente, gli inquirenti non sono ancora riusciti a stabilire se la donna si sia allontanata di sua volontà o se la sua assenza sia in qualche modo connessa all’omicidio. L’unica certezza, al momento, è che la sua auto è stata trovata nei pressi dell’abitazione.

Nella giornata di oggi, la polizia ha effettuato ricerche nei boschi circostanti la villa, ma senza risultati utili per il ritrovamento della donna.

Gli investigatori stanno anche cercando di ricostruire le attività e la situazione finanziaria del 31enne. Tas, che era a Livorno da pochi mesi, sembrava avere una notevole capacità finanziaria, sebbene le fonti dei suoi guadagni non siano ancora state chiarite. Resta sotto sequestro giudiziario la somma di 10 mila euro in contanti trovata nella villa, oltre a circa mille euro che l’uomo aveva con sé al momento dell’omicidio.

La vittima aveva presentato domanda di asilo politico in Italia e, stando alle informazioni raccolte, era in attesa della prima convocazione dalla commissione prefettizia competente. Le indagini continuano per identificare gli autori dell’esecuzione e chiarire il ruolo delle persone a lui vicine negli eventi precedenti al delitto.

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