Con la firma di un accordo che prolunga la concessione a 50 anni, Villa Bardini, un bene demaniale, si proietta verso il futuro.
L’intesa, firmata oggi dal Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, e dal Presidente della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron ETS, Iacopo Speranza, alla presenza del Presidente della Fondazione CR Firenze, Bernabò Bocca, concerne il complesso della villa e del suo giardino, un simbolo del patrimonio storico, artistico e paesaggistico di Firenze.
Questo passo è fondamentale per garantire una visione a lungo termine per la valorizzazione culturale del bene, in una sinergia vantaggiosa tra pubblico e privato. L’obiettivo rimane lo sviluppo di attività per migliorare la qualità dell’offerta culturale, espandere le funzioni esistenti e rendere il complesso sempre più attrattivo e accessibile. A tal fine, è previsto un investimento di circa 45 milioni di euro mirato al recupero, all’innovazione e allo sviluppo sostenibile del sito.
L’iniziativa rientra nel contesto del Piano Città degli immobili pubblici di Firenze, sottoscritto il mese scorso, e rappresenta un chiaro esempio di cooperazione proficua tra pubblico e privato.
Affidata alla Fondazione nel 1998, Villa Bardini è diventata un punto di riferimento culturale e paesaggistico della città, grazie al supporto della Fondazione CR Firenze, che ha investito circa 13 milioni di euro per il restauro e la riapertura del giardino nel 2005 e della Villa nel 2007. Nel corso degli anni, il complesso ha consolidato il proprio ruolo a livello nazionale e internazionale, ospitando mostre, eventi e collezioni permanenti di grande valore, oltre a programmi educativi e formativi.
Il nuovo termine della concessione permetterà di continuare questo percorso con il potenziamento degli spazi espositivi e convegnistici, l’aggiornamento degli impianti e misure di efficienza energetica. Sono previsti investimenti anche per la digitalizzazione, con la creazione di infrastrutture tecnologiche avanzate e percorsi multimediali per arricchire l’offerta culturale. In tale ambito si inserisce il progetto “Giardino parlante”, un’iniziativa innovativa per valorizzare il patrimonio botanico e storico, trasformando la visita in un’esperienza narrativa immersiva.
Un elemento chiave dell’accordo è l’aspetto scientifico. Si prevede la creazione di un Centro Studi dedicato ai giardini storici e al paesaggio, concepito come un luogo di ricerca, formazione e confronto aperto a studiosi, professionisti e istituzioni a livello nazionale e internazionale.
“La Convenzione è uno strumento che stabilisce le condizioni per proteggere e valorizzare il patrimonio statale in collaborazione con i privati – ha dichiarato il Direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme. La sostenibilità economico-finanziaria va di pari passo con un importante scopo della concessione. Ciò offre l’opportunità al privato di partecipare alla storia del bene, alle funzioni che esso svolge nel tempo, identificandolo nella missione istituzionale che ha il compito di assolvere. Un compito altamente democratico, ovvero supportare lo Stato nella diffusione di sviluppo e cultura sul territorio. È proprio il caso di Villa Bardini; la collaborazione con la Fondazione permetterà di ampliare l’offerta culturale della Villa e dei giardini, rafforzandone l’identità culturale attraverso nuove iniziative di formazione, innovazione e digitalizzazione”.
“Ringrazio l’Agenzia del Demanio per la fiducia accordata alla Fondazione CR Firenze con questo importante accordo – sostiene Bernabò Bocca, Presidente di Fondazione CR Firenze – che rappresenta un esempio concreto di come la cooperazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati possa generare valore per il territorio. La concessione estesa a 50 anni e il piano di investimenti previsto, pari a 45 milioni di euro, costituiscono uno degli impegni più significativi assunti dalla nostra Fondazione negli ultimi anni. Questa proroga ci consente di continuare il nostro impegno nella tutela di questo bene pubblico e per le attività culturali e artistiche che lo animano, con un orizzonte “lungo” e degno di un investimento di tale portata. Una visione grazie alla quale stiamo avviando la progettazione di un accordo strutturato con la Fondazione Palazzo Strozzi, che permetterà di dare nuova vita contemporanea al complesso e ampliare quindi l’offerta culturale”.
“È con grande emozione che firmiamo questo accordo – afferma Iacopo Speranza, Presidente della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron – che conferma la capacità di Villa Bardini di unire la tutela del patrimonio, la qualità culturale e la partecipazione. Dal 2005, con la riapertura del Giardino, e dal 2007, con quella della Villa, questo luogo è diventato sempre più vivo e accessibile. I numeri lo dimostrano: siamo passati da oltre 142 mila presenze complessive nel 2022 a quasi 239 mila nel 2025. È un risultato che ci rende orgogliosi e ci spinge a fare ancora di più. Questo accordo ci permette di guardare avanti e di attuare iniziative per renderlo sempre più fruibile alle generazioni presenti e future”.
In occasione della firma della concessione, è stata inaugurata nella Serra di Villa Bardini la mostra fotografica Memoria e Visione dell’artista britannica Gina Soden. L’esposizione, a cura dell’Agenzia del Demanio, intende offrire uno sguardo inedito su dettagli che rivelano il valore storico, identitario e culturale del patrimonio pubblico.
Cenni storici:
Villa Bardini nasce nel 1641 come Villa Manadora, progettata da Gherardo Silvani per Francesco Manadori, e assume presto il nome di Villa Belvedere per la sua posizione panoramica su Firenze. È un tipico esempio di “casino di delizia” seicentesco, che nel tempo passa alle famiglie Cambiagi, Le Blanc, Mozzi e Carolath von Beuthen, subendo diverse trasformazioni. Nel 1913, viene acquistata dall’antiquario Stefano Bardini, che la arricchisce con opere, arredi e decorazioni di epoche diverse. Dopo essere rimasta nella famiglia Bardini fino al 1965, nel 1987 entra a far parte del patrimonio dello Stato. Situata tra Costa San Giorgio e Borgo San Niccolò, la villa conserva un ampio spazio verde nel cuore di Firenze. Il Giardino Bardini racconta sette secoli di storia del paesaggio, evolvendosi dal giardino barocco con grotte e fontane alle influenze anglo-cinesi e vittoriane dell’Ottocento. Definito “dei tre giardini”, unisce giardino all’italiana, bosco all’inglese e parco agricolo con pergolato di glicini. Oggi custodisce sculture, fontane, grotte e un ricco patrimonio botanico, rappresentando uno dei luoghi più suggestivi della città, dove arte, storia e natura si intrecciano.
Fonte: Fondazione CR Firenze – Ufficio Stampa
