L’indagine mette in evidenza una netta divisione territoriale: il Mezzogiorno occupa la maggior parte delle ultime posizioni delle tre classifiche. Trapani si colloca all’ultimo posto per i bambini, Taranto per i giovani e Vibo Valentia per gli anziani. Le province meridionali occupano infatti 18 delle ultime 20 posizioni sia per l’indice dei bambini che per quello dei giovani. Quest’anno l’indagine è arricchita da nuove dimensioni connesse alle relazioni sociali e ai servizi vicini: gli indicatori per ogni fascia generazionale sono aumentati da 15 a 20, totalizzando 60 statistiche territoriali certificate che valutano condizioni economiche, servizi, opportunità, salute, istruzione, sicurezza e qualità delle relazioni.
Nell’edizione 2026 viene introdotta la misurazione dell’accessibilità ai servizi raggiungibili in 15 minuti a piedi dall’abitazione: negozi, farmacie, servizi ricreativi e strutture destinate alle diverse generazioni diventano quindi una nuova chiave per interpretare la qualità della vita urbana, grazie allo studio Urban Pulse del Centro studi Tagliacarne. Questo indicatore avvantaggia le grandi città metropolitane, che migliorano in particolare nelle classifiche relative a bambini e anziani: Milano è seconda tra i bambini e terza tra gli over 65, mentre Roma sale fino al quarto posto nella lista degli anziani.
I dati territoriali narrano anche alcuni dei principali fenomeni sociali in corso. Da un lato, le stabilizzazioni dei contratti a termine aumentano (+2,7%) e la disoccupazione giovanile diminuisce; dall’altro, il peso degli affitti sul reddito disponibile cresce, superando il 40% nelle grandi città per gli under 35. Peggiorano anche le competenze scolastiche, con il 44% degli studenti che mostra carenze nelle abilità numeriche e il 39,9% in quelle alfabetiche, livelli ancora peggiori rispetto al periodo pre-pandemia. In ambito demografico, prosegue il calo della natalità: la fecondità scende a 1,14 figli per donna, mentre l’età media delle madri aumenta a 32,7 anni.
Aumentano anche le persone che vivono da sole (+7,9%) e cresce il disagio psicologico: nel 2025, il consumo di antidepressivi aumenta del 3,3%. Emergono forti differenze territoriali anche nei singoli indicatori. Nella classifica dei bambini, Aosta si distingue per la presenza di mense scolastiche, mentre Cagliari eccelle per il numero di pediatri e per il minor peso economico delle rette scolastiche sulle famiglie. Milano si fa notare per i servizi di prossimità, scuole con palestra e presenza di infermieri pediatrici, ma occupa le ultime posizioni per quanto riguarda lo spazio abitativo disponibile e gli investimenti Pnrr per l’istruzione. Tra i giovani, Bolzano si distingue per la bassa disoccupazione e l’alto livello di istruzione, mentre Bologna si conferma come capitale universitaria con un giovane laureato su due. Sul fronte opposto, Taranto registra il tasso più elevato di disoccupazione giovanile dell’intero Paese (44%). Per gli anziani, si mettono in evidenza Trento, prima per assistenza domiciliare e partecipazione civile, Milano per l’importo medio delle pensioni di vecchiaia e Cagliari per l’accessibilità ai servizi sanitari e assistenziali. Bari, Napoli e Palermo ottengono buoni risultati nei servizi di prossimità dedicati agli over 65.
Accanto alle classifiche territoriali, Il Sole 24 Ore offre anche un sondaggio qualitativo condotto da Eumetra, in collaborazione con la Fondazione Fair, su mille giovani tra i 18 e i 35 anni. L’indagine restituisce il profilo di una generazione meno focalizzata esclusivamente sul lavoro e più attenta all’equilibrio personale: salute mentale, relazioni affettive e tempo libero sono oggi ritenuti prioritari rispetto all’occupazione e al reddito. Quattro giovani su cinque si dichiarano soddisfatti della propria qualità della vita, ma emerge un forte divario tra le aspirazioni e il livello di soddisfazione reale, soprattutto in ambito economico, lavorativo e di salute mentale. Il rapporto con l’intelligenza artificiale risulta ambivalente: prevalgono i benefici percepiti in termini di produttività e risparmio di tempo, ma restano forti preoccupazioni riguardo alla dipendenza tecnologica e alla perdita di posti di lavoro.
