Caso Libera: il tribunale ordina lo sviluppo di tecnologia per il suicidio assistito. Lei afferma: "Pronta a disobbedienza civile".

Suicidio assistito: quarto caso in Toscana con la morte di Mariasole, affetta da patologia neurodegenerativa.

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Mariasole” (nome di fantasia per tutelare la privacy), 63enne originaria della Toscana e affetta da una forma avanzata di parkinsonismo degenerativo, è deceduta il 4 maggio nella propria abitazione dopo aver autosomministrato il farmaco letale fornito dal Servizio sanitario regionale, completo di strumentazione. L’associazione Luca Coscioni ha divulgato la notizia: si tratta del quarto caso di suicidio assistito in Toscana e del sedicesimo in Italia.

Come riportato dall’associazione, la malattia neurodegenerativa, diagnosticata a “Mariasole” nel 2015, ha rapidamente portato a una totale dipendenza da altre persone: impossibilitata a camminare, comunicava unicamente tramite un dispositivo con tastiera e sintesi vocale, e soffriva di grave disfagia e stipsi cronica, condizione che necessitava assistenza costante da parte del marito e di operatori sanitari per ogni necessità vitale.

Per far rispettare la propria volontà, “Mariasole” ha dovuto intraprendere un lungo percorso legale iniziato con la prima richiesta alla ASL nel luglio 2025, durato nove mesi. Durante questo iter, è stata affiancata dal team legale dell’Associazione Luca Coscioni, coordinato dall’avvocato Filomena Gallo insieme agli avvocati Francesca Re, Angioletto Calandrini e Alessia Cicatelli.

“Nonostante l’irreversibilità della malattia, il dolore intollerabile e la capacità di prendere decisioni consapevoli fossero stati confermati, inizialmente l’azienda sanitaria le aveva negato l’accesso al suicidio assistito, ritenendo non sussistente il requisito del ‘trattamento di sostegno vitale’. Tuttavia, il parere del Comitato etico riconosceva la presenza di tutti i requisiti necessari,” continua la nota. “Solo dopo una diffida, un ricorso d’urgenza presso il tribunale di Pisa e il successivo deterioramento delle condizioni cliniche, culminato nel rifiuto di “Mariasole” della nutrizione artificiale (PEG), la commissione dell’ASL ha finalmente riconosciuto la sussistenza di tutte le condizioni richieste, adeguandosi alla recente giurisprudenza (sentenze 135/2024 e 66/2025) che considera parte dell’assistenza vitale anche le manovre dei caregiver e il diritto di rifiutare terapie invasive. Dopo questa valutazione, “Mariasole” ha potuto procedere con l’autosomministrazione del farmaco letale, assistita dal suo medico, il dottor Paolo Malacarne.

Le ragioni che mi hanno portato a prendere questa decisione sono molte: l’incapacità di vivere una vita dignitosa, l’impossibilità di vedere, di parlare e quindi di comunicare, la totale immobilità, l’impossibilità di nutrirmi, in sostanza, non vivere affatto” ha dichiarato Mariasole. “Durante questo lungo periodo di attesa, mi sono sentita privata di un diritto che dovrebbe essere inalienabile, e la cosa più triste, che toglie dignità, è stata la lotta che ho dovuto affrontare, assistita da chi mi è vicino. Spero che nessuno debba sopportare tale sofferenza come me e sentirsi solo di fronte a ostacoli che non dovrebbero esistere, una volta accertata la malattia e la libera volontà della persona“.

Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria Nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, hanno dichiarato: “Il nostro pensiero va alla famiglia di Mariasole. La sua battaglia è stata affrontata con determinazione contro un sistema che continua a opporre resistenze ideologiche e burocratiche. Mariasole, nel dolore intollerabile che l’aveva spinta a chiedere di essere sottoposta a verifiche della sua condizione, ha dovuto affrontare un primo diniego e ricorrere a un giudice. Questo dimostra l’importanza di un’interpretazione evolutiva del ‘sostegno vitale’: l’assistenza dei caregiver e il diritto di rifiutare trattamenti come la PEG sono essenziali per una libertà di scelta nel fine vita. Chiediamo alla Regione Toscana di avviare una campagna informativa, soprattutto rivolta ai medici, affinché possano rispettare tempestivamente le disposizioni della Corte Costituzionale e della Regione Toscana”.

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