PlanRadar, la piattaforma leader per la documentazione, comunicazione e reportistica digitale nel settore edile, nel facility management e nel mercato immobiliare, partecipa nuovamente a Rebuild 2026, l’evento di riferimento in Italia per l’innovazione sostenibile in edilizia. Quest’anno presenterà nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, concepite per ridurre il lavoro manuale e facilitare l’acquisizione, la consultazione e l’utilizzo delle informazioni di progetto.
Quest’edizione, intitolata ‘Housing Remix’, invita a considerare l’abitare come un motore per l’innovazione sociale, ambientale ed economica. Sono previsti interventi su esperienze di retrofit profondo, industrializzazione off-site, digitalizzazione dei processi e nuove politiche pubbliche, con l’obiettivo di sviluppare un modello che riduce il consumo di suolo, genera valore per i territori e rende il settore delle costruzioni più competitivo. In questo contesto, PlanRadar presenterà in fiera funzioni innovative che migliorano i flussi di lavoro sfruttando i dati già disponibili sulla piattaforma, assicurando risultati prontamente utilizzabili nella quotidianità. L’intelligenza artificiale supporta gli operatori semplificando attività routinarie come la strutturazione della documentazione, la sintesi di informazioni complesse e la ricerca tra grandi volumi di dati, consentendo lavori più efficienti e trasparenti, senza modificare i metodi lavorativi tradizionali.
Lorenzo Robuschi, senior account manager di PlanRadar, interverrà a Rebuild 2026 durante la tavola rotonda ‘Efficienza nelle costruzioni come strumento sociale: modular building, costi dell’abitare e valore sociale’, affermando: “Metodi edilizi avanzati sono necessari ma non sufficienti per raggiungere una vera efficienza costruttiva. La possibilità di ottenere vantaggi concreti in termini di tempi e costi dipende in gran parte dalla gestione del progetto. La proposta di PlanRadar si concentra su questo aspetto: centralizzare comunicazione, documentazione e reporting di cantiere, migliorando il controllo operativo, spesso frammentato, e creando una base dati strutturata utile per l’uso dell’AI. Secondo il nostro ultimo Construction survey report, basato su intervista a circa 1.800 professionisti del settore, oltre il 60% di chi utilizza l’AI risparmia almeno due ore a settimana per progetto, e tra coloro che già utilizzano strumenti digitali centralizzati, l’80% riporta una migliorata capacità di controllo dei costi e protezione dei margini di progetto. In sintesi, con un miglioramento del controllo operativo si assiste a una diminuzione dell’imprevedibilità, maggiore trasparenza, riduzione dei tempi e un più favorevole rapporto tra costi e profitti”.
