Pensione: pochi lo sanno, ma se lavori di notte puoi andare in pensione prima! Ecco come richiedere l'assegno anticipato – OK!Mugello

Pensione: pochi lo sanno, ma se lavori di notte puoi andare in pensione prima! Ecco come richiedere l’assegno anticipato – OK!Mugello

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Lavorare di notte può rappresentare per alcuni un modo per lasciare il mondo del lavoro con un certo anticipo. Chi è impiegato in lavori usuranti, come il lavoro notturno, ha accesso a condizioni previdenziali vantaggiose.

Se sei coinvolto in un’attività che ti obbliga a lavorare di notte, è fondamentale conoscere le opportunità offerte dal sistema pensionistico italiano per andare in pensione anticipatamente.

Nel 2026, ci sono due principali possibilità per coloro che svolgono lavoro notturno e desiderano accedere alla pensione anticipata: lo scivolo usuranti e la Quota 41 per lavoratori precoci. Entrambe le misure permettono di uscire dal lavoro in anticipo, ma ciascuna presenta requisiti specifici che richiedono un’attenta analisi.

Funzionamento dello scivolo usuranti

Lo scivolo usuranti è progettato per chi ha lavorato a lungo in settori usuranti, come il lavoro notturno. Questo sistema avviene attraverso un meccanismo a quota, determinato dalla somma dell’età anagrafica e degli anni di contributi versati. La quota minima da raggiungere è 97,6 per chi ha lavorato almeno 78 notti all’anno. Inoltre, è richiesta un’età minima di 61 anni e 7 mesi e 35 anni di contributi.

Modalità di richiesta per la pensione anticipata legata al lavoro notturno – Ok!Mugello.it

Se il numero di notti lavorate scende sotto le 78 all’anno, i requisiti diventano più severi. Ad esempio, con tra 72 e 77 notti annue, la quota da raggiungere aumenta a 98,6 e l’età minima sale a 62 anni e 7 mesi. Una sola stagione in cui non si raggiunge il numero richiesto di notti può posticipare l’intera data di pensionamento, rendendo cruciale monitorare con cura il proprio storico lavorativo.

Quota 41 per lavoratori precoci: senza limiti di età

La Quota 41 offre un’opzione ancor più favorevole per chi ha intrapreso il lavoro in giovane età. Questa misura, che non tiene conto dell’età, consente l’accesso alla pensione anticipata a chi ha 41 anni di contributi. La condizione chiave per accedervi è che almeno 12 mesi di contributi siano stati versati prima di compiere 19 anni, definendo così il lavoratore come “precocemente” entrato nel mercato del lavoro.

Per i lavoratori notturni, è necessario che il lavoro sia stato svolto per almeno 7 degli ultimi 10 anni oppure per 6 degli ultimi 7 anni prima della pensione. La Quota 41 è particolarmente vantaggiosa poiché non è influenzata dall’età, ma si basa unicamente sui contributi accumulati.

Accedere al diritto alla pensione anticipata per lavoro notturno non è automatico. Entrambe le misure richiedono un’attenta verifica dei requisiti: bisogna calcolare i contributi, ricostruire la continuità del lavoro notturno e, per quanto riguarda lo scivolo usuranti, verificare la quota complessiva.

Il primo passo consiste nella richiesta all’INPS dell’estratto conto contributivo aggiornato. Successivamente, è consigliabile rivolgersi a un patronato o un consulente previdenziale esperto, in grado di analizzare con esattezza quale opzione sia più favorevole per il lavoratore e di calcolare l’anticipo sulla pensione che si può ottenere.

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