Vaso Magico, FdI Castelfiorentino: "Superficialità nella gestione dei beni pubblici. Ridare dignità all'opera"

Vaso Magico, FdI Castelfiorentino: “Superficialità nella gestione dei beni pubblici. Ridare dignità all’opera”

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Serena Urso, Capogruppo di Fratelli d’Italia a Castelfiorentino (Foto gonews.it)

Apprendiamo con grande sorpresa la risposta dell’assessore all’interrogazione presentata dai colleghi della Lega riguardo la fontana ornamentale ‘Vaso Magico’ di via Bovio, comunemente conosciuta come Vaso Blu, realizzata nel 2006 con mosaici provenienti da Venezia. Dopo aver costato ai cittadini 98 mila euro, l’opera è attualmente accantonata presso l’autoparco comunale, senza alcun progetto di riutilizzo. Come consiglieri di Fratelli d’Italia, esprimiamo profonda indignazione. Come già evidenziato dai colleghi della Lega, anche noi consideriamo questa situazione l’ennesima dimostrazione di superficialità e incapacità nella gestione del patrimonio pubblico“.

Così, in una nota Fratelli d’Italia Castelfiorentino si allinea ai consiglieri della Lega Castelfiorentino, che hanno presentato un’interrogazione sull’opera installata nel 2007.

Un epilogo che certifica uno spreco evidente di risorse pubbliche, ma ciò che è emerso in aula supera qualsiasi limite accettabile. Le parole dell’assessore Spina alla cultura — ‘se ci tiene tanto potremmo anche regalarlo, procederei a una donazione’ — non sono solo inadeguate: sono istituzionalmente inaccettabili. Chi riveste quel ruolo dovrebbe riconoscere pienamente il valore, non solo economico ma anche simbolico, delle opere pubbliche. Purtroppo – aggiungono da FdI Castelfiorentino – assistiamo a dichiarazioni che banalizzano e sviliscono beni pagati dai cittadini, trattati come se fossero proprietà privata.

Non ci troviamo di fronte a un oggetto qualsiasi, ma a un’opera realizzata con denaro pubblico che rappresenta un investimento collettivo. Come tale, deve essere rispettata, tutelata e valorizzata, non ridotta a mero oggetto di ‘regalie’ o battute inopportune. In considerazione di questa gestione approssimativa, riteniamo necessario passare dalle parole ai fatti: esistono soluzioni concrete e immediatamente attuabili per restituire dignità all’opera, come la sua posizione in una piazza del paese, su una rotonda o all’interno di un parco pubblico, rendendola finalmente accessibile alla cittadinanza.

Di fronte a quanto accaduto, la problematica non riguarda solo questa fontana. È legittimo — e necessario — interrogarsi su come siano stati gestiti finora gli altri beni pubblici: quanti casi simili esistono? Quante risorse sono state sprecate? E soprattutto, con quali criteri vengono prese le decisioni su opere finanziate dai cittadini? Pretendiamo risposte immediate, trasparenti e documentate. Ma soprattutto – conclude la nota – pretendiamo un cambio di atteggiamento: amministrare significa custodire e valorizzare i beni pubblici nell’interesse esclusivo della comunità, non disporne a piacimento.

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