Il Piano approvato oggi ha una durata di cinque anni, a differenza del precedente 2021-2023, e stabilisce un metodo applicabile a pandemie con diverse caratteristiche epidemiologiche riguardanti trasmissibilità, patogenicità e impatto sulla salute e sui servizi sanitari.
Questo Piano introduce un’innovazione programmatica sia nell’approccio che nelle azioni: è la prima strategia unitaria per la preparazione e la risposta a potenziali pandemie a trasmissione respiratoria, non limitata a singoli patogeni. È stato redatto con il supporto delle Istituzioni nazionali, delle Regioni e di esperti del settore.
“Il Piano si basa su un principio chiaro: garantire sicurezza, trasparenza e coordinamento tra i diversi livelli istituzionali. Il dialogo continuo tra Governo e Regioni è stato guidato da un obiettivo comune: la protezione dei cittadini e della salute pubblica. Il governo – interviene Schillaci – ha allocato oltre 1,1 miliardi di euro per rafforzare prevenzione, capacità di laboratorio e scorte strategiche, rafforzando la cooperazione tra livello nazionale e territoriale”.
Il Piano mira a assicurare “una risposta pronta e coordinata tra livello nazionale e territoriale a tutela della salute dei cittadini e degli operatori sanitari, introducendo un insieme di innovazioni – spiega il ministero in una nota -: digitalizzazione dei sistemi di monitoraggio epidemiologico, uso avanzato dei dati per la prevenzione, potenziamento delle piattaforme di sorveglianza e sviluppo di protocolli flessibili e adattabili. Queste misure permetteranno una risposta più rapida, efficace e mirata in caso di emergenze future. Il documento prevede una pianificazione in fasi operative, con azioni definite e responsabilità chiare.”
– Foto IPA Agency –
