In fase di restauro la Chevrolet del 1947 di Rodolfo Sivieroin

In fase di restauro la Chevrolet del 1947 di Rodolfo Sivieroin

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Attualmente a Monte San Savino (Arezzo), presso la Carrozzeria Dimar, si sta svolgendo il restauro della storica Chevrolet Stylemaster Sport Sedan del 1947 che appartenne a Rodolfo Siviero, un’importante figura nel recupero delle opere d’arte rubate durante la Seconda guerra mondiale.

Questo intervento restituirà all’auto il suo aspetto originario, valorizzando un bene di notevole importanza storica e simbolica. Una volta completato, il restauro permetterà di esporre il veicolo presso il Museo Casa Siviero, contribuendo così al percorso espositivo dedicato alla vita e all’opera del diplomatico.

Oggi, l’assessora regionale Cristina Manetti, accompagnata dal direttore di Casa Siviero Gabriele Mazzi, ha visitato la carrozzeria per seguire da vicino le fasi del restauro.

Questa vettura, con la quale Siviero ha recuperato centinaia di opere d’arte – ha affermato l’assessora Manetti – , diventerà il simbolo della sua straordinaria storia e del Museo Casa Siviero – ha continuato. Sarà una sorta di mascotte in grado di raccontare e promuovere la sua attività. Stiamo considerando anche iniziative speciali che possano portarla in tour tra i musei che oggi ospitano le opere da lui recuperate.”

La Chevrolet non rappresenta solo un’automobile d’epoca, ma è un vero e proprio testimone della storia del dopoguerra. Inizialmente assegnata al Governo Militare Alleato e poi al Ministero degli Affari Esteri, fu utilizzata da Siviero tra il 1947 e il 1970 con targhe diplomatiche statunitensi, per le sue delicate missioni di recupero di capolavori dispersi tra depositi, frontiere e collezioni straniere.

Dopo anni di servizio, il veicolo fu custodito in un garage di Palazzo Pitti fino ai primi anni Novanta, quando venne dismesso e acquistato da un privato per 6 milioni di lire. Il restauro avviato in quel periodo rimase incompleto, fino alla recente acquisizione da parte della Regione Toscana, che ha deciso di restituirlo alla collettività.

Oggi, anche grazie alla documentazione storica conservata – fotografie, corrispondenza e materiali d’archivio – è possibile realizzare un restauro conservativo accurato. Riconosciuta come bene culturale, la vettura tornerà a essere non solo un oggetto espositivo, ma un simbolo concreto della ricostruzione culturale dell’Italia nel secondo dopoguerra.

Fonte: Regione Toscana

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