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Nuovo CPI Arcidosso, Giani e Lenzi: “Servizi capillari a sostegno della Toscana distribuita”

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Il Centro per l’impiego di Arcidosso (Gr) si presenta con una sede completamente ristrutturata. Questa mattina ha avuto luogo l’inaugurazione che segna il ritorno alla piena operatività di questo punto di accesso ai servizi, dopo il completamento degli interventi di riqualificazione svolti nell’ultimo anno.

Il nastro è stato tagliato dal presidente Eugenio Giani e dall’assessore al lavoro e alla formazione Alberto Lenzi, insieme al sindaco Jacopo Marini, ai primi cittadini dei comuni del comprensorio e al presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetana, Federico Balocchi.

I lavori, finanziati con un importo di circa 365 mila euro, rientrano nel “Piano straordinario di potenziamento dei centri per l’impiego”. È stata allestita anche una nuova aula informatica TRIO, che consentirà ai cittadini di accedere ai percorsi formativi gratuiti del progetto regionale “Progetto TRIO”, con l’assistenza di un tutor-facilitatore digitale, e di apprendere l’uso delle tecnologie digitali.

Il Centro per l’Impiego di Arcidosso, sotto la gestione dell’Agenzia regionale toscana per l’impiego, è uno dei cinque Centri per l’impiego della provincia di Grosseto, insieme a Grosseto, Follonica, Manciano e Orbetello. Serve una popolazione di oltre 18.000 residenti su un’area comprendente otto comuni: Arcidosso, Castel del Piano, Castell’Azzara, Cinigiano, Roccalbegna, Santa Fiora, Seggiano e Semproniano.

Il contesto provinciale presenta un tasso di occupazione attorno al 70% (Istat 2025), in linea con la media regionale, con una significativa incidenza nei settori dei servizi e dell’agricoltura, e un tasso di disoccupazione del 4,9%, che nelle aree montane sale al 6% a causa della dispersione territoriale e delle difficoltà di collegamento delle zone interne.

Nell’area di competenza del Centro per l’Impiego di Arcidosso, il mercato del lavoro è influenzato non solo dall’agricoltura, ma anche dalla stagionalità del turismo e dalle attività estrattive e geotermiche. Queste caratteristiche pongono sfide importanti non solo in termini di disoccupazione, ma anche rispetto al mismatch delle competenze, in particolare nei settori energetico e della meccanica e meccatronica.

“Oggi raggiungiamo due obiettivi: il potenziamento dei servizi per il lavoro e il supporto allo sviluppo della Toscana diffusa. Due sfide in cui crediamo fortemente, perché la nostra visione di Toscana non lascia indietro nessun territorio”, ha dichiarato il presidente Giani, aggiungendo: “Il piano di potenziamento dei servizi per l’impiego continua e la rete di Arti diventa sempre più capillare, ma soprattutto incisiva ed efficace, come dimostra il crescente numero di cittadini e imprese che considerano i Centri un punto di riferimento affidabile. Strutture moderne, funzionali e accoglienti rinnovano il rapporto tra il cittadino e il servizio pubblico, abbattendo le barriere d’accesso e trasmettendo rispetto verso chi cerca supporto”.

“Una sede rinnovata è un segnale tangibile dell’impegno della Regione verso il territorio e le persone che lo abitano – ha sottolineato l’assessore Lenzi. I servizi pubblici per l’impiego meritano spazi che rispecchino il ruolo importante che rivestono, sempre più distanti dal vecchio sistema di collocamento. Arcidosso si posiziona oggi come un presidio territoriale moderno, in grado di offrire un’ampia gamma di servizi sia ai cittadini che alle imprese, in un contesto come quello dell’Amiata Grossetana, dove la stagionalità turistica, l’agricoltura e le attività geotermiche richiedono risposte personalizzate”.

I dati del Cpi di Arcidosso – Nel 2025, i cittadini seguiti dagli operatori sono stati 3259 (+21,4% rispetto al 2024), con un aumento del 12,5% delle politiche attive erogate, arrivando a 5544, rispetto ai 4926 del 2024.
Nel 2025, il Centro ha pubblicato 160 offerte di lavoro (per un totale di 180 posti disponibili). Le aziende assistite sono state 98, per un totale di 380 servizi forniti. I profili più richiesti riguardano i settori dell’agricoltura, della ristorazione, del turismo alberghiero e dell’assistenza alla persona.

Fonte: Regione Toscana

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