Un 25 aprile “che non si presenta come neutro” e “che non è pacificato”, con un forte richiamo all’importanza di “non sminuire il giudizio storico sulla Resistenza”. Questo il messaggio di Lorenzo Tombelli, presidente dell’ANED Firenze, durante la cerimonia per la Festa della Liberazione a Lastra a Signa.
Nel suo intervento, Tombelli ha espresso il suo dissenso rispetto alle recenti affermazioni del presidente del Senato, che renderebbe omaggio anche ai caduti della Repubblica di Salò: “Non si tratta di parole poco felici, ma di un’indicazione chiara: trasformare la lotta di Liberazione in un dramma indistinto in cui tutti meritano lo stesso onore”.
“Non possiamo considerare le due parti equivalenti – ha proseguito – poiché da una parte ci sono coloro che hanno rischiato la propria vita per porre fine a un regime autoritario e all’occupazione nazista, e dall’altra chi ha scelto di difendere quel regime collaborando con la repressione”.
Con una dichiarazione più decisa: “Noi non onoreremo i caduti di Salò. Non per contrapposizione, ma per coerenza storica e politica. Non tutte le scelte sono equivalenti, non tutte le morti possono essere equiparate e le ragioni per cui si è combattuto fanno la differenza”.
Richiamando esempi della Resistenza fiorentina, Tombelli ha contrapposto “la Brigata Lanciotto” alla “Banda Carità e a Villa Triste, simbolo di un sistema legittimato di violenza caratterizzato da torture, arresti e deportazioni”.
Nel passaggio cruciale, il presidente dell’ANED ha sottolineato che “la Costituzione non nasce da un compromesso neutro, ma dalla sconfitta del fascismo e dalla vittoria dell’antifascismo”. Ha anche citato Marta Cartabia parlando di una Carta “nate per unire”, ma “dopo aver escluso ciò che non poteva più farne parte”.
Infine, Tombelli ha collegato i valori della Resistenza alla realtà attuale, facendo riferimento a temi come lavoro, diritti e politiche migratorie, critico nei confronti dell’operato del governo di Meloni. “L’antifascismo viene ridotto a semplice residuo ideologico, mentre continua a essere il fondamento della Repubblica”.
“È fondamentale – ha concluso – avere un 25 aprile che torni a essere scomodo, che costringa a prendere posizione e impedisca la creazione di zone grigie”
