Dieci anni dalla legge sul reato di omicidio stradale: "Una battaglia di civiltà", presentato il libro.

Dieci anni dalla legge sul reato di omicidio stradale: “Una battaglia di civiltà”, presentato il libro.

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Il 25 marzo segna il decimo anniversario della legge che ha introdotto nel nostro ordinamento il reato di omicidio stradale. Per commemorare questa data importante, i curatori Stefano Guarnieri e Giordano Biserni hanno organizzato la pubblicazione di “La legge che non voleva nascere. Dieci anni di omicidio stradale: una battaglia di civiltà”.

Il libro, pubblicato da Giunti, è già disponibile sul sito della Fondazione Lorenzo Guarnieri ETS e, a partire da giovedì 19 marzo 2026, potrà essere acquistato sui principali store online e su richiesta in libreria.

Questo volume analizza, attraverso testimonianze, approfondimenti e dati, il lungo e complesso cammino che ha portato all’adozione della legge, resa possibile anche grazie a una petizione che ha raccolto 85.000 firme, nonostante resistenze culturali e limited attenzione da parte delle istituzioni. La narrazione evidenzia anche gli effetti di questa norma sull’operato delle forze di polizia e sui tribunali, sottolineando i progressi significativi e le aree che necessitano di miglioramenti.

Il libro è stato presentato oggi, in anteprima, a Firenze in presenza della Sindaca della Città Metropolitana, Sara Funaro, e del senatore Matteo Renzi, autore della prefazione e presidente del Consiglio al momento dell’approvazione della legge.



“Come suggerisce il titolo del libro, ‘Una legge che non voleva nascere’, questa norma ha avuto difficoltà non solo a emergere, ma anche a svilupparsi — afferma Giordano Biserni, presidente ASAPS — forse perché ancora molte persone non ne sono a conoscenza e ignorano le conseguenze delle nuove pene per l’omicidio stradale, ora finalmente più in linea con la giustizia. È necessario più informazione, educazione e una rete di controlli più efficiente, evitando il disarmo degli strumenti come i misuratori di velocità e superando vincoli che ostacolano verifiche da remoto sull’uso del cellulare alla guida o sull’uso delle cinture di sicurezza. I dati sono chiari: all’inizio dell’anno, nella prima settimana di marzo, si sono registrati 86 pedoni e 33 ciclisti morti; nei primi dieci fine settimana del 2026 le vittime sulle strade sono state 187. Rispetto al 2016, è un miglioramento, ma c’è ancora tanto da fare.”

“Occorre occasionalmente riflettere sui progressi realizzati, cambiamenti lenti ma diretti verso l’obiettivo giusto: restituire maggiore dignità e giustizia alle vittime di incidenti stradali e ai loro familiari — sostiene Stefano Guarnieri, presidente della Fondazione Lorenzo Guarnieri ETS — Per prevenire e raggiungere l’obiettivo di zero vittime sulle strade, ciò non è sufficiente. È fondamentale che la politica consideri la sicurezza stradale come una priorità e investa in questo ambito con decisione.”

“A dieci anni dall’introduzione del reato di omicidio stradale nel Codice penale – ha dichiarato la sindaca di Firenze Sara Funaro -, siamo qui per ricordare il lavoro straordinario che associazioni come la Fondazione Lorenzo Guarnieri e l’Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale portano avanti quotidianamente con le istituzioni per ridurre il numero di incidenti stradali mortali, puntando a una tendenza verso zero. Come amministrazione comunale, abbiamo realizzato e stiamo attuando numerosi progetti in questa direzione: interventi sulle strade, programmi di educazione stradale e campagne di sensibilizzazione. Tra il 2023 e il 2025 il numero di incidenti stradali a Firenze è diminuito, passando da 3.686 a 3.085, mentre gli incidenti mortali si sono quasi dimezzati, passando da 15 a 8. Questi numeri indicano un’importante riduzione, ma non basta, poiché il nostro obiettivo deve essere quello di arrivare a zero incidenti mortali. Questo deve essere l’obiettivo delle amministrazioni e noi siamo pronti a utilizzare tutti gli strumenti possibili per ottenerlo.”

“La legge che non voleva nascere. Dieci anni di omicidio stradale: una battaglia di civiltà” include anche i contributi di Luigi Altamura (comandante della Polizia Locale di Verona), Valentina Borgogni (presidente dell’Associazione Gabriele Borgogni Onlus), Lorenzo Borselli (comandante della sottosezione della Polizia Stradale di Pian del Voglio) e Stefania Lorenzini (vicepresidente della Fondazione Lorenzo Guarnieri ETS).

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