Tumore al seno: Aifa approva il ribociclib per diminuire il rischio di recidiva.

Tumore al seno: Aifa approva il ribociclib per diminuire il rischio di recidiva.

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I bisogni medici non ancora soddisfatti evidenziano l’urgenza di nuove soluzioni terapeutiche per garantire alle pazienti reali opportunità di guarigione. Giuseppe Curigliano, Professore Ordinario di Oncologia Medica all’Università di Milano e Direttore della Divisione Sviluppo di Nuovi Farmaci per Terapie Innovative all’Istituto Europeo di Oncologia, e Presidente Eletto della European Society for Medical Oncology (ESMO), afferma: “Nel carcinoma mammario, prevenire una potenziale recidiva è cruciale per aumentare il numero di pazienti guariti e, di conseguenza, per evitare le conseguenze cliniche, sociali ed economiche associate alla progressione della malattia verso forme metastatiche. È quindi essenziale continuare a investire nella ricerca e rendere disponibili opzioni terapeutiche innovative che offrano una protezione più efficace nelle fasi iniziali.” L’approvazione della nuova opzione terapeutica si fonda sulle evidenze raccolte nello studio di Fase III NATALEE, che dimostra l’efficacia e un profilo di tollerabilità positivo del farmaco. I dati aggiornati a cinque anni, presentati al Congresso ESMO 2025, rivelano che l’inibitore CDK4/6 di Novartis riduce il rischio di recidiva del 28,4% nella vasta popolazione di pazienti coinvolti, mostrando tassi di sopravvivenza libera da malattia invasiva (iDFS) a cinque anni dell’85,5% rispetto all’81,0% con la sola terapia endocrina, con un miglioramento clinicamente significativo del 4,5%. Inoltre, il farmaco ha mostrato una riduzione di circa il 30% nel rischio di sviluppare metastasi a distanza, principale causa di mortalità nel carcinoma mammario.

Michelino De Laurentiis, Direttore del Dipartimento di Oncologia Senologica e Toraco-Polmonare presso l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione “G. Pascale” di Napoli, spiega: “L’approvazione di questa nuova terapia adiuvante rappresenta un passo fondamentale e una concreta speranza per numerosi pazienti in Italia. Nonostante le terapie standard, il rischio di recidiva rimane elevato per molte donne: quasi una su cinque presenta una ripresa della malattia entro cinque anni. I risultati dello studio NATALEE mettono chiaramente in evidenza il beneficio aggiuntivo offerto da questa terapia rispetto alla sola terapia endocrina. Inoltre, il farmaco si distingue per un buon profilo di tollerabilità, con eventi avversi principalmente asintomatici, che nella maggior parte dei casi non compromettono la qualità di vita e l’aderenza al trattamento”. Oltre al valore clinico, l’adozione di terapie innovative in contesti adiuvanti potrebbe avere effetti positivi sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Secondo un’analisi condotta da Novartis e dal Centro di Ricerche CERGAS dell’Università Bocconi, l’introduzione di questa nuova terapia nelle fasi iniziali della malattia rappresenta un investimento per l’intero sistema salute. Riducendo il rischio di recidiva, la terapia contribuisce nel tempo a contenere i costi diretti sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale, oltre ai costi associati alle prestazioni sociali (INPS) e alle perdite di produttività legate alla malattia metastatica. L’analisi dimostra che l’equilibrio tra costi e benefici genera un valore economico complessivo favorevole. A lungo termine, questa strategia di prevenzione terziaria aiuta a ridurre l’insorgenza di nuovi casi di malattia metastatica, con effetti positivi sul carico clinico, sociale ed economico. Roberta Rondena, Country Value & Access Head di Novartis Italia, afferma: “Da oltre 35 anni, Novartis è attiva nel campo del tumore al seno. Siamo fieri dell’approvazione della nostra terapia in Italia, che offre nuove opportunità per un futuro senza malattia a un numero crescente di pazienti. Questo traguardo, risultato di un dialogo costante con le autorità regolatorie, rappresenta un progresso significativo: ridurre il rischio di recidiva mantenendo la qualità di vita è un investimento che porta valore sia ai pazienti, che al Servizio Sanitario Nazionale e, più in generale, alla sostenibilità complessiva del sistema salute”.

– foto di repertorio IPA Agency –

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