I tassi di crescita delle aziende agrituristiche mostrano una maggiore vitalità nel Mezzogiorno, che segna una crescita del 2,5% rispetto al 2023, mentre al Nord e al Centro l’incremento è dello 0,5%. All’interno del Mezzogiorno, le Isole evidenziano un aumento notevole (+6,1%), in particolare la Sicilia (+8,9%), mentre la Sardegna cresce del 2,6%. In aggiunta a queste Regioni, si nota un incremento nelle strutture agrituristiche in Basilicata (+3,3%), Campania (+2,2%) e Piemonte (+2%). Quattro delle prime cinque posizioni per crescita delle aziende agrituristiche sono occupate da Regioni del Mezzogiorno. Le aziende agrituristiche aumentano dell’1,6% in Veneto e dell’1,1% in Toscana e Umbria. Registrano una diminuzione significativa le aziende della Valle d’Aosta (-8,9%), così come quelle della Calabria (-2,1%), del Lazio (-1,8%) e della Lombardia (-1,1%).
In generale, si rileva un maggiore interesse imprenditoriale per l’agriturismo nelle Isole e in alcune Regioni del Sud, mentre sembra esserci una “saturazione” nei territori storicamente favorevoli all’agriturismo, come Toscana, Umbria e Provincia autonoma di Bolzano, e una leggera flessione in alcune Regioni del Nord e del Centro, in particolare in Lombardia e Lazio. Le aziende agrituristiche che offrono alloggio superano le 21.440 (81,4% del totale).
Di queste, il 39,8% si trova nel Centro, il 26,6% nel Nord-est, il 13,3% nel Sud, il 12,5% nel Nord-ovest e il 7,8% nelle Isole. Rispetto al 2023, le strutture con alloggio sono aumentate dell’1,4%. La crescita più consistente è stata registrata nelle Isole (+6,5%), seguita dal Nord-est (+1,5%) e dal Sud (+1,1%), mentre nelle altre macroaree la variazione è pressoché nulla. Come l’anno scorso, la Toscana rimane la Regione con il maggior numero di agriturismi con alloggio (24,6% del totale nazionale), seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano (13,7%) e dall’Umbria (6%). Altre Regioni mostrano una quota di questo tipo di aziende che varia dal 5,3% del Veneto allo 0,2% della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste. Le aziende agrituristiche autorizzate alla degustazione sono 6.750, con il 44,7% situate nel Centro. Le strutture che offrono soltanto degustazione ammontano a 153. Nel 2024, gli agriturismi con servizi di ristorazione (agri-ristoranti) superano le 13.000, rappresentando circa il 50% del totale, con un leggero aumento rispetto al 2023 (+0,5%). La crescita più significativa è riscontrata nuovamente nelle Isole (+3,2%). Il 29,5% degli agri-ristoranti si trova nel Centro, il 24,1% nel Nord-est, il 19,7% nel Sud, il 17,5% nel Nord-ovest e il 9,2% nelle Isole. Le Regioni con la maggiore presenza di questo tipo di strutture sono la Toscana (16,7%), la Lombardia (8,2%) e il Veneto (7,1%).
Le aziende agrituristiche che combinano alloggio e ristorazione superano le 9.600 e rappresentano il 36,4% del totale delle strutture, il 73,4% delle aziende con alloggio e il 44,8% degli agri-ristoranti. Il 20% di queste aziende si trova in Toscana, seguita, a distanza, da Campania, Piemonte, Puglia e Sicilia, ciascuna con quote di poco superiori al 6% del totale nazionale. Le aziende che offrono anche degustazione insieme all’alloggio ammontano a 5.473, rappresentando poco meno del 18% del totale, e il 25,5% delle strutture con alloggio e oltre l’81% di quelle autorizzate alla degustazione. Il 45,4% di queste aziende è situato nel Centro (28,9% in Toscana), il 18,4% nel Sud (7,4% in Puglia), il 15,1% nel Nord-ovest (11,2% in Piemonte), il 13,5% nelle Isole (11,9% in Sicilia) e il 7,5% nel Nord-est (circa 3,8% nella Provincia autonoma di Bolzano). Le aziende agrituristiche che offrono degustazione e ristorazione ammontano a 4.683, costituendo il 17,7% del totale, il 35% di quelle autorizzate alla ristorazione e il 69,4% di quelle autorizzate alla degustazione. Anche in questo caso, le aziende del Centro prevalgono (43,8%), con la Toscana che accoglie il 25,9% di queste strutture. Segue il Sud con il 21,8% (8,6% in Puglia), il Nord-ovest con il 17,5% (13% in Piemonte), le Isole con il 10,7% (8,6% in Sicilia) e il Nord-est con il 6,2% (circa 2% in Veneto).
Rispetto al 2023, la crescita più significativa riguarda la combinazione alloggio-degustazione (+4,3% delle aziende che offrono questi servizi), seguita dalla combinazione degustazione-ristorazione (+2%) e dalla combinazione alloggio-ristorazione (+1,4%). Anche stavolta, la maggiore crescita per tutte e tre le combinazioni si verifica nelle Isole, con un incremento dell’abbinamento alloggio-degustazione del 9,8%, degustazione-ristorazione del 7,7% e alloggio-ristorazione del 3,9%.
CONGIONTI “DATI ISTAT CONFERMANO FORZA SETTORE, TUTELARE IMPRESE”
“In un contesto economico complesso, i dati Istat evidenziano come l’agriturismo continui a costituire uno dei pilastri del turismo italiano. Tuttavia, il modesto incremento registrato nel 2024 non deve farci cullare sugli allori: molte imprese sopravvivono piuttosto che crescere, e senza interventi mirati, il futuro di un comparto strategico per i territori rurali è a rischio”. Così il presidente di Agriturist, Augusto Congionti, ha commentato il report “Le aziende agrituristiche in Italia.” Secondo l’Istituto nazionale di statistica, nel 2024 le aziende agrituristiche hanno raggiunto quota 26.360, con un incremento di 231 strutture rispetto al 2023 (+0,9%). Il report sottolinea altresì un dinamismo più accentuato nel Mezzogiorno, con una crescita del 2,5%, specialmente nelle Isole (+6,1%). Agriturist apprezza questi dati, che dimostrano la capacità delle imprese agrituristiche di innovare, investire e attrarre visitatori italiani e stranieri. Date la diffusione delle aziende agrituristiche sul territorio italiano, in particolare nelle aree collinari e montane, questo settore potrebbe risultare una risposta al problema dell’overtourism nelle grandi città.
“Per potenziare il settore, è necessario implementare misure politiche nazionali e regionali che semplifichino gli adempimenti burocratici, supportino la multifunzionalità agricola, e affrontino i costi energetici e del lavoro stagionale”, ha osservato Congionti, evidenziando le richieste già formulate dall’Associazione: protezione del paesaggio rurale; riduzione della burocrazia, oggi uno dei principali ostacoli all’attività; investimenti in digitalizzazione e un piano promozionale unitario che valorizzi il marchio dell’ospitalità rurale italiana nel mondo. “Le imprese agrituristiche – ha concluso il presidente – sono custodi del territorio, della biodiversità, delle produzioni agricole e dell’accoglienza autentica. È necessaria una strategia chiara e un sostegno concreto: incentivare l’agriturismo significa valorizzare l’Italia dei borghi, i paesaggi rurali, le tradizioni enogastronomiche e il turismo sostenibile”.
– Foto di repertorio IPA Agency –
