Un laboratorio di pasticceria per persone con lesioni cerebrali

Un laboratorio di pasticceria per persone con lesioni cerebrali

86 0

Hanno unito gli ingredienti, impastato, decorato, infornato e infine hanno assaporato i dolci creati.
Nove partecipanti con cerebrolesioni acquisite sono diventati pasticceri per un giorno nel progetto pilota In.di.c.a. (Interventi Diretti alle Cerebrolesioni Acquisite), promosso dalla cooperativa Nomos insieme ad Atracto-Associazione Traumi Cranici Toscani e con il supporto della Fondazione CR Firenze. Hanno seguito un laboratorio di cucina a Montevarchi.

Sotto la guida di operatori e maestri pasticceri, hanno preparato la “torta della Nonna”.
“È stato un momento bellissimo e creativo,” racconta Laura. “Impariamo a fare cose nuove e ci divertiamo.”
“Non avevo mai preparato una torta prima d’ora, le avevo solo mangiate,” dice Alessandro. Anche Silvia, che non ama i dolci, ha trovato soddisfazione nel farli: “Mi sono sentita bene, in compagnia.” “Sembra incredibile,” aggiunge Valerio. “È qualcosa che ci arricchisce. Non pensavo di poter fare certe cose, e invece mi sono reso conto che ce la posso fare.”
Il progetto In.di.c.a. si propone di promuovere e tutelare i diritti delle persone con disabilità a causa di gravi danni cerebrali: sono stati creati due Atelier di Terapie Occupazionali, uno a Grosseto e uno a San Giovanni Valdarno.
All’interno dell’Atelier del Valdarno è stato proposto un laboratorio di cucina con due incontri tenutisi a febbraio.

“Queste attività, oltre a essere divertenti e favorevoli alla condivisione, aiutano a sviluppare autonomia e capacità personali, rafforzano l’autostima e contribuiscono a combattere la solitudine che spesso accompagna chi ha subito un cerebrolesione in età adulta,” spiega Sandra Bonini di Nomos, educatrice che ha seguito l’intero progetto.

“Esperienze come questa,” afferma Gabriele Gori, direttore generale di Fondazione CR Firenze, “mettono al centro le persone e il loro diritto a una vita piena, anche dopo un evento traumatico. L’autonomia si costruisce anche attraverso gesti quotidiani come quelli in cucina, dove semplici azioni si trasformano in esercizi di fiducia nelle proprie capacità. Come Fondazione, crediamo in percorsi che superano l’assistenza, generando autostima e relazioni. Il laboratorio di pasticceria nel Valdarno è un esempio concreto di come, collaborando con il territorio e il Terzo settore, possiamo creare opportunità reali di inclusione e miglioramento della qualità della vita.”

Notizie correlate

Fonte notizia