(video facebook Sudd Cobas)
L’evento “Remigrazione e Riconquista”, programmato per oggi alle 15 in piazza Europa, si terrà in piazza Ciardi a causa dell’occupazione della piazza da parte di oltre 100 manifestanti, inclusi membri del sindacato Sudd Cobas e lavoratori. L’occupazione, che è iniziata ieri pomeriggio e si è protratta durante la notte, ha reso necessario il cambiamento della location dell’incontro autorizzato dalle autorità.
Le persone organizzate dal comitato Remigrazione e Riconquista hanno confermato lo spostamento in piazza Ciardi e hanno commentato sui social: “Contro di noi si sono mobilitati tutti i poteri forti della Regione Toscana: dal presidente Eugenio Giani al vescovo di Prato, passando per Arci, Anpi, Cgil e un folcloristico gruppo di campeggiatori ‘Cobas’, che probabilmente hanno coinvolto alcuni immigrati inconsapevoli delle ragioni di questa manifestazione. Lo ribadiamo con assoluta tranquillità e fermezza: oggi saremo in piazza a Prato per far sentire la nostra voce su Remigrazione, sotto le insegne del tricolore”.
Il consigliere comunale e candidato sindaco della Lega a Prato, Claudiu Stanasel, ha dichiarato “grave e inaccettabile” l’occupazione della piazza: “Un gruppo organizzato sta invadendo una piazza pubblica regolarmente assegnata, con il chiaro intento di negare ad altri cittadini l’esercizio di un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione: quello di manifestare liberamente e pacificamente”.
Stanasel, che ha recentemente aderito al comitato Remigrazione e Riconquista, ha aggiunto: “Chi oggi è intenzionato a impedire ad altri di manifestare non è un difensore della democrazia: la sta calpestando. Faccio un appello a tutti: che le manifestazioni odierne si svolgano nel rispetto della città e dei cittadini pratesi, senza violenze e senza episodi di disturbo pubblico”.
La vice sindaca di Poggio a Caiano, Diletta Bresci (Lega), ha criticato l’intervento del vescovo pratese Giovanni Nerbini, il quale aveva definito alcuni aspetti dell’iniziativa come “sintomo di una mentalità non solo chiusa ma apertamente xenofoba”. “Che tristezza. Mi domando se in futuro, con il ‘mondo in movimento’ e una mentalità aperta, quante persone diranno messa e in quante case potranno entrare a benedire. Sono davvero curiosa”, ha scritto sui social Bresci.
