MILANO (ITALPRESS) – Nel solo 2024, le emissioni di bond GSS (Green, Social & Sustainability) sono aumentate fino a toccare la cifra record di un trilione di dollari, raggiungendo i livelli del 2021. Di questi, il 58% (circa 563 miliardi di dollari) è stato registrato esclusivamente nel primo trimestre del 2024. In totale, le emissioni di bond GSS dal 2012 ad oggi ammontano a oltre 5,5 trilioni di dollari.
A livello globale, l’Europa continua a emergere come leader del mercato, contribuendo circa al 60% delle emissioni a livello mondiale.
Questa tematica è stata discussa anche in occasione della decima edizione del Salone SRI, l’evento di riferimento per la finanza sostenibile presso la Borsa di Milano.
Secondo Matteo Merlin, Responsabile Green and Sustainable Finance – Aggregate di Eurizon, “lo Standard dei Green Bond dell’UE (EUGBS) rappresenta il fulcro degli strumenti di finanza sostenibile, e il suo utilizzo è aumentato significativamente nel 2025. Abbiamo osservato l’applicazione di questo strumento sia per emissioni senior che non, oltre a un’emissione ibrida da parte di una società”.
“Questa rappresenta un’innovazione nell’utilizzo di tale strumento, che secondo noi può condurre a una crescita non solo dimensionale, ma anche dell’applicazione degli EUGBS da parte di aziende nei settori definiti ‘hard-to-abate’, come quelli del cemento, chimico e siderurgico – ha spiegato -. È cruciale che l’uso degli EUGBS promuova non solo una crescita qualitativa, garantita dal formato impiegato, ma anche una transizione inclusiva che non escluda nessuno”.
Pur essendo nati all’interno dell’Unione Europea, Merlin è certo che gli EUGBS possano essere strumenti utilizzabili “anche al di fuori” del continente, contribuendo potenzialmente a una crescita che trascenda l’Europa e si estenda a stati extra-europei.
In merito all’andamento dei green bond tradizionali, Merlin ha evidenziato che “il 2025 si sta concludendo con un numero di emissioni che mostra una crescita organica del mercato rispetto al 2024. Di questo ne abbiamo una lettura positiva: l’Europa continua a distinguersi in termini di sostenibilità e emissioni. Inoltre, i livelli di emissione degli EUGBS evidenziano una buona domanda e un’offerta soddisfacente da parte degli emittenti”.
“Ci aspettiamo che il 2026 prosegua questo trend di crescita, sia per gli EUGBS che per gli emittenti di obbligazioni green. Quest’anno abbiamo anche assistito alla prima emissione governativa in formato EUGBS da parte del Regno di Danimarca; riteniamo che il prossimo anno “potremmo assistere a novità nel settore industriale hard-to-abate, ma anche oltre i confini europei”.
– foto xh7/Italpress –
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