Accordo Glovo-Antico Vinaio, Cgil sui rider: "Fai attenzione a come li trattano"

Accordo Glovo-Antico Vinaio, Cgil sui rider: “Fai attenzione a come li trattano”

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In seguito all’accordo tra Antico Vinaio e Glovo, il sindacato ha inviato una lettera aperta a Tommaso Mazzanti. Di seguito le parole di Mattia Chiosi di Cgil Nidil Firenze a tutela dei rider.

Caro Tommaso, ‘bada come… li trattano’. Ti rubiamo l’incipit del tuo noto slogan, ma non ci riferiamo direttamente a te; abbiamo solo notato dai tuoi social la risonanza che hai dato all’accordo con Glovo, cosa legittima.

Quindi, questo è un appello affinché questi ‘eroi che indossano lo zaino giallo’, come li chiami tu – i rider di Glovo – non debbano imparare a sopravvivere come ‘eroi’ a causa del modello lavorativo imposto dalle piattaforme.

Questo modello è contraddistinto dal cottimo, dalla scarsa protezione contro i rischi legati al lavoro su strada, dalla competizione tra loro e dalla necessità di affrontare ondate di calore o maltempo per non perdere reddito, che è sempre più basso e inadeguato per chi vive nelle nostre città. Queste persone sono vitali per consegnare schiacciate e merci, e crediamo che meritino maggiori diritti e tutele, a partire da una retribuzione adeguata.

La collaborazione tra AV e Glovo sarà sicuramente fruttuosa, ma ti chiediamo di impegnarti: poiché provieni dalla strada e conosci le difficoltà che affrontano coloro che lavorano in questo settore, essendo attento alle condizioni dei collaboratori, ti chiediamo di esercitare pressione affinché Glovo e Assodelivery (che rappresenta Glovo e Deliveroo) si rendano disponibili a discutere il miglioramento delle condizioni lavorative dei rider. Questo alla luce della rappresentanza che abbiamo costruito nel tempo e in conformità con la Direttiva Piattaforme Digitali che entrerà in vigore il 1° dicembre 2024 e che anche il nostro paese dovrà recepire entro due anni.

Rimaniamo la città di Sebastian Galassi, scomparso nell’ottobre 2022 e licenziato tramite un messaggio da Glovo per non aver portato a termine una consegna. Ricorderai la foto divenuta famosa che ritrae il rider in bici sotto un nubifragio, un caso di cui ce ne sono stati molti (poiché sono inquadrati come lavoratori autonomi, devono decidere liberamente se lavorare o meno). Firenze è anche il luogo dove abbiamo aperto Casa Rider, per supportare ulteriormente questi lavoratori.

Tutto ciò avviene in un sistema che sfrutta e estrae valore dal bisogno individuale, redistribuendo per loro solo una parte misera. Non bastano i casi frequentemente raccontati dai media di parte, perché per ogni persona che guadagna somme interessanti, ce ne sono centinaia che faticano, temendo di farsi male o ammalarsi. È giusto che un lavoratore non possa ammalarsi e non avere accesso a strumenti di sostegno? O che possa essere investito da un’auto e perdere reddito fino a quando non ritorna in condizione di lavorare? Sai bene che una persona soddisfatta è il miglior collaboratore.

Per questo motivo ci rivolgiamo anche a te, che hai iniziato da via de’ Neri e oggi rappresenti un gigante: i rider non sono tuoi dipendenti, ma ogni volta che abbiamo indetto uno sciopero per chiedere migliori condizioni, ci siamo sempre appellati a esercenti e consumatori. Oggi abbiamo l’opportunità di regolamentare il settore delle consegne alimentari e il lavoro sulle piattaforme digitali, e ti chiediamo di aiutarci e diventare nostro alleato, per onorare il grandioso lavoro dei nostri rider.

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