Preferenze, voto disgiunto e seggi: il funzionamento delle elezioni regionali in Toscana

Preferenze, voto disgiunto e seggi: il funzionamento delle elezioni regionali in Toscana

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Uomini e donne con più di diciotto anni sono invitati a votare in Toscana per scegliere il nuovo presidente tra Antonella Bundu, Eugenio Giani e Alessandro Tomasi. Le elezioni si svolgeranno domenica 12 ottobre dalle 7 alle 23 e lunedì 13 ottobre dalle 7 alle 15, con lo scrutinio che avrà luogo nel pomeriggio di lunedì.

A fine settembre, il numero totale degli elettori iscritti ammontava a 3.007.106 (quasi ventiduemila in più rispetto a cinque anni fa), fra cui oltre diciassettemila diciottenni e 203 mila toscani residenti all’estero iscritti all’Aire (203.242 esattamente al 30 giugno scorso, pari al 6,75% dell’elettorato totale).

In Toscana ci sono 3922 sezioni elettorali, con oltre ventitremila presidenti, segretari e scrutatori pronti a lavorare già da sabato per verificare le schede e predisporre i seggi.

Per votare è necessario portare un documento d’identità e la tessera elettorale. Se quest’ultima viene smarrita, è possibile richiedere un duplicato presso il Comune. Gli uffici elettorali di ogni Comune saranno aperti anche domenica per questa necessità.

Coloro che si trovano all’estero o in altre regioni dovranno comunque votare in Toscana. Circa 203 mila elettori sono distribuiti nei cinque continenti, all’interno di un totale di poco più di tre milioni di toscani chiamati alle urne.

Recarsi in Toscana è l’unico modo per esercitare il diritto di voto – il voto per corrispondenza è consentito solo per politiche e referendum – e farlo da luoghi distanti può risultare complesso.

Per coloro che possono tornare, sono previsti rimborsi: per chi vive stabilmente all’estero ed è iscritto all’Aire. Se i toscani residenti all’estero rientrano nei dieci giorni precedenti alle elezioni e dimostrano di aver votato, riceveranno 103 euro (se provenienti da un Paese europeo) o 206 euro (se da un altro continente). Il rimborso verrà fornito direttamente dal Comune e deve essere richiesto all’ufficio elettorale. Chi viaggia in auto non pagherà il pedaggio autostradale dal quinto giorno prima delle elezioni fino ai successivi cinque giorni per il ritorno.

La scheda di voto prevede due voti, che possono essere espressi in modo disgiunto. Uno voto è destinato al presidente, mentre l’altro è per una delle liste di supporto, che andrà a costituire la futura assemblea regionale.

I simboli sono disposti a sinistra sulla scheda, con il nome del candidato presidente associato a ciascun simbolo, che appare all’interno di un rettangolo ampio corrispondente alle liste a sostegno. Accanto a ogni simbolo è presente l’elenco dei candidati consiglieri della circoscrizione, con una casella da contrassegnare per esprimere la preferenza.

I nomi dei candidati consiglieri e l’ordine delle liste variano da circoscrizione a circoscrizione.

Esprimere il voto per una lista implica automaticamente il trasferimento del voto al candidato presidente. Se l’elettore sceglie solo il candidato presidente, il voto non andrà a nessuno dei partiti o movimenti a lui collegati. È anche possibile votare disgiuntamente, cioè per il candidato presidente di una coalizione e un partito di un’altra coalizione, indicandoli insieme a uno o due candidati consiglieri.

Gli elettori possono votare per uno o due candidati consiglieri della stessa lista anziché seguire elenchi bloccati, eccetto nel caso del listino regionale (opzione utilizzata solo da Pd e Lega nelle attuali elezioni). Se la lista ottiene abbastanza voti per entrare in Consiglio regionale, i candidati del listino regionale bloccato – tre per il Pd e uno per la Lega – saranno i primi ad essere eletti, anche se i loro nomi non figurano sulla scheda, ma sono visibili nei manifesti ufficiali. In caso di presenza di un listino bloccato, sulla scheda appare la dicitura “lista regionale presente”.

Tutti gli altri candidati di collegio sono elencati e basta spuntare la casella. Se un elettore esprime due preferenze, una dovrà riguardare un candidato uomo e l’altra una candidata donna (o viceversa), sempre della stessa lista. Se non viene rispettata l’alternanza di genere, la seconda preferenza sarà annullata. Indicarne più di tre comporterà l’annullamento di tutte le preferenze. I consiglieri nominati assessori dovranno dimettersi e saranno sostituiti dai non eletti.

Il ballottaggio è possibile a due settimane dal voto e in Toscana rappresenta un’unicità in Italia. Tuttavia, ciò avverrà solo se nessun candidato presidente raggiungerà il 40% dei voti validi. In tal caso saranno presentati i due candidati più votati. Tra il primo e il secondo turno non sono ammessi nuovi collegamenti tra le liste; le coalizioni rimangono invariate.

Non ci sono orari precisi per i risultati; si consiglia di seguire la diretta su gonews.it. I risultati arriveranno dopo che i tribunali avranno esaminato i verbali delle sezioni elettorali toscane, quindi nel pomeriggio o nella serata del 13. La proclamazione del nuovo presidente da parte della Corte di appello avverrà di solito nei dieci giorni successivi. Da quel momento, ci saranno ulteriori dieci giorni per la convocazione della prima seduta del Consiglio regionale, in cui il nuovo presidente annuncerà i membri della nuova giunta, composta da otto assessori (quattro donne e quattro uomini) durante l’attuale legislatura.

Cinque anni fa, Eugenio Giani, candidato del centrosinistra, ottenne al primo turno il 48,62% dei voti contro il 40,46% di Susanna Ceccardi, candidata del centrodestra. La partecipazione al voto fu del 62,6%, un dato superiore e in controtendenza rispetto al 2015 (quando la percentuale fu del 48,28%, la più bassa di sempre).

In queste elezioni verranno eletti anche i consiglieri che comporranno la futura assemblea regionale: quaranta in tutto, lo stesso numero di seggi del 2015 e 2020. Alla coalizione vincente sarà assegnato un premio di maggioranza variabile: di quaranta seggi, non potrà avere meno di 23 (ma non più di 26). Solo le liste che ottengono oltre il 5% dei voti a livello regionale o, se parte di una coalizione che ha superato il 10%, che ha raccolto più del 3% del voto, potranno sperare di avere un rappresentante nel Consiglio regionale.

La legge toscana garantisce comunque una rappresentanza per l’opposizione: alle minoranze sono assegnati almeno 14 seggi. Pertanto, nel caso in cui una coalizione superi il 65% dei voti, il numero totale di consiglieri non potrà superare 26. Ogni circoscrizione ha diritto a eleggere almeno un consigliere nel futuro Consiglio regionale per garantirne la rappresentanza.

Fonte notizia

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