Con l'aumento dei costi, le imprese subiscono pesanti impatti: necessari interventi urgenti

Con l’aumento dei costi, le imprese subiscono pesanti impatti: necessari interventi urgenti

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“L’industria ceramica italiana, che rivolge l’85% della propria produzione verso i mercati internazionali, risente in modo significativo delle crisi globali e dell’aumento dei costi energetici, che hanno effetti pesanti sui budget e richiedono interventi urgenti e necessari.” Queste le parole di Adnkronos/Labitalia, riportate dal presidente di Confindustria Ceramica, Augusto Ciarrocchi, in merito all’impatto dell’innalzamento del costo del gas sulle aziende associate.

Secondo Ciarrocchi, il settore ceramico sta vivendo un periodo difficile. “Siamo infatti alle prese con una crisi della domanda – spiega – causata da un calo del 5% degli investimenti nel settore edilizio residenziale in Francia e Germania, i nostri principali mercati esteri. Tuttavia, la congiuntura rimane positiva negli Stati Uniti e nei paesi del Golfo. Anche per il mercato italiano ci sono preoccupazioni a causa del deterioramento nel settore delle ristrutturazioni edilizie, una volta esauriti gli effetti, ma anche le distorsioni legate al Superbonus”, sottolinea.

Questa situazione rende difficile fare previsioni a lungo termine. “È complicato anticipare volumi e fatturato per il 2025, poiché la variabilità e l’imprevedibilità degli scenari possono far mutare rapidamente la situazione”, chiarisce Ciarrocchi.

Il presidente di Confindustria Ceramica accoglie favorevolmente l’idea di un accordo tra Italia e Germania per affrontare il problema dei prezzi dell’energia, come proposto dal ministro Pichetto Fratin. “Il fatto che le due principali manifatture europee – sottolinea – riconoscano l’assoluta necessità di una politica energetica comune e razionale, mirata a proteggere la competitività delle aziende europee, è un segnale positivo. I costi energetici elevati sono storicamente un punto debole per le nostre imprese, a cui si aggiunge ora una significativa volatilità dei prezzi causata dalla decisione politica di abbandonare il gas russo. In questo nuovo contesto, è fondamentale che la politica europea sviluppi strumenti adeguati per gestire gli effetti dei futuri possibili eventi di crisi e per arginare le pressioni speculative che abbiamo osservato negli ultimi mesi”, aggiunge.

“Tuttavia, mi sembra che la creazione di una politica energetica europea richiederà tempo, mentre è necessario adottare misure temporanee immediatamente per rilanciare la competitività delle imprese italiane. Da quasi tre anni parliamo di una gas release che ancora non è stata attuata; sarebbe invece utile procedere subito, utilizzando una parte del gas proveniente dai nuovi apporti attivati dal Governo dopo la crisi del 2022”, conclude.

(di Fabio Paluccio)

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