Esistono uomini che, grazie alle loro qualità, riescono a lasciare un’impronta indelebile nel panorama culturale o giornalistico di un Paese. Quest’anno, il Tignano Festival per l’Ambiente e l’Incontro tra i Popoli di Barberino Tavarnelle rende omaggio all’intellettuale Pier Paolo Pasolini e al giornalista Giulietto Chiesa, scomparso cinque anni fa.
Giovedì 3 luglio si svolgerà l’incontro 50 anni senza Pasolini, che celebra il cinquantennale della sua scomparsa. L’evento sarà condotto da Franco Zabagli del Gabinetto Vieusseux di Firenze e moderato da Anna Soldani. Durante la serata, con ingresso libero al Castello di Tignano dalle ore 21:15, verranno proiettati due cortometraggi degli anni Settanta.
Visioni profetiche, analisi che anticipavano i tempi, prospettive uniche sulla realtà e mai scontate. Entrambi, ciascuno a suo modo, non si accontentavano di rimanere ancorati al pensiero “dominante” o più popolare del loro tempo, ma si sforzavano di scavare tra le sue pieghe, ribaltandolo e reinterpretandolo per trovare nuova vitalità in una realtà che avrebbero voluto diversa, assetati di giustizia.
Manipolazione mediatica, omologazione culturale, conformismo, consumismo, e perdita dell’identità profonda dell’individuo. La critica alla modernità di Pier Paolo Pasolini è più attuale che mai. Il suo tema principale è la drammatica denuncia della “mutazione antropologica” che avviene tra gli Italiani come conseguenza del boom economico del Bel Paese negli anni ’50 e ’60.
Per Pasolini, la diffusione del consumismo ha provocato un genocidio culturale. In altre parole, le culture particolari, regionali, vengono travolte e distrutte dalla nuova cultura omologante, edonistica e neo-laica, che causa un radicale cambiamento nelle abitudini e nelle pratiche di vita degli Italiani. In sostanza, quello che Pasolini intravede è un drammatico vuoto valoriale.
Questo cambiamento si manifesta in una dimensione linguistica, etica ed estetica. Questa nuova cultura consumistica che si impone si configura, in ultima analisi, come una dittatura, cioè, nel linguaggio pasoliniano, come un nuovo fascismo, persino più totalizzante e repressivo del “fascismo storico”. In altre parole: la mutazione antropologica rappresenta la sostituzione della diversità delle culture particolari italiane con un’unica cultura omologante e totale.
Sabato 5 luglio, alle 21:30, saranno il figlio Lorenzo e i giornalisti Adalberto Gianuario, Franco Fracassi e Berenice Galli i protagonisti dell’incontro Giulietto Chiesa, l’uomo, gli aneddoti. Il giornalista era già stato ospite del Tignano Festival nel luglio del 2017, dove aveva parlato del potere che le élite internazionali e il mercato esercitano attraverso i mass media, manipolando la realtà e cambiando la percezione e gli obiettivi delle persone.
Chiesa affermava spesso che “la speranza risiede nei pochi e coraggiosi giornalisti e nei media indipendenti della rete. Lo scontro tra realtà percepita e realtà ‘vera’ è quotidiano. Ma il futuro dell’uomo dipende dalla verità, da conoscenze autentiche e non può essere basato sulle menzogne.“
L’incontro di questa edizione del Festival intende ricordare la figura di un giornalista sempre controcorrente, che si è distinto per le sue analisi sociali e politiche audaci, visioni del mondo mai banali, spesso anticipando il corso degli avvenimenti. In pochi conoscono però il suo lato umano e i tanti aneddoti che i relatori sono pronti a condividere.
Informazioni: 3388680595 – www.tignano.it
