“Le vendite di fine stagione sono per noi di fondamentale importanza: rappresentano un patrimonio economico, sociale e culturale che si sta perdendo, principalmente a causa delle vendite online. A questo si aggiungono il caos generato dalle offerte sottocosto, le promozioni e eventi come i vari Black Friday. Inoltre, i saldi hanno visto un significativo calo di attrattiva a causa della mancanza di regole chiare riguardo alle promozioni e del conseguente proliferare di offerte. Non possiamo neppure ignorare l’incongruenza della data, il 5 luglio, che di fine stagione ha ben poco.” C’è preoccupazione da parte di Confesercenti, con il suo presidente Fabrizio Di Sabatino, anche nella sua veste di responsabile provinciale del sindacato di categoria dell’abbigliamento Fismo, per l’imminente inizio dei saldi previsto per sabato.
“L’unica nota positiva, se così si può dire, è che la data dei saldi è stata in gran parte uniformata a livello nazionale – chiarisce Di Sabatino – Tuttavia, rimane troppo anticipata: teoricamente dovrebbero essere vendite di fine stagione, ma iniziano appena una settimana dopo l’inizio dell’estate. Sarebbe opportuno posticiparli ad agosto, con una durata di un mese. I saldi di fine stagione hanno sempre rappresentato e possono ancora essere una grande opportunità per i consumatori, ma solo in un contesto di regole certe e concorrenza leale.” Confesercenti ha dedicato particolare attenzione alla concorrenza dei cosiddetti “saldi mascherati”, commissionando uno studio a Ipsos, che rivela come oltre la metà degli italiani (52%) abbia già ricevuto offerte, sebbene solo una parte – il 18% del totale – abbia effettivamente acquistato. Le offerte anticipate colpiscono in particolare i giovani: il 22% tra i 18 e i 34 anni ha approfittato dei pre-saldi, contro il 17% nella fascia 35-65 anni. Di nuovo, il presidente Confesercenti Pisa.
“Oggi ci troviamo di fronte a un quadro normativo che spesso non riesce a tenere il passo con la realtà: esiste un mercato parallelo di sconti e offerte che si muove settimane prima, sia online che offline. È importante distinguere tra la legittima prassi dei pre-saldi su invito, praticata da molti negozi specializzati che offrono condizioni personalizzate ai clienti più affezionati, e gli sconti anticipati resi pubblici, che violano chiaramente le normative regionali. Senza contare il web e i social network, dove le offerte appaiono in qualsiasi momento, spesso senza controlli e senza una chiara indicazione del prezzo iniziale.” La conclusione di Di Sabatino: “Affronteremo il periodo dei saldi con entusiasmo e con la professionalità che contraddistingue il commercio tradizionale. Nei nostri negozi, i clienti troveranno sempre cortesia, sorrisi e consigli, aspetti che non possono essere sostituiti da un freddo click.”
Fonte: Confesercenti Pisa
