Sanità Toscana: risultati di eccellenza e sfide future al Festival delle Identità

Sanità Toscana: risultati di eccellenza e sfide future al Festival delle Identità

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Questa mattina, durante il festival delle identità e delle eccellenze toscane, si è discusso di sanità presso il Palazzo Strozzi Sacrati di Firenze, sede della giunta regionale. Il convegno, molto partecipato, ha visto oltre tre ore di interventi, durante i quali è stata esaminata la rete oncologica della regione e le ‘pagelle’ redatte dal Ministero e dall’agenzia Agenas, che pongono la sanità toscana ai vertici nazionali, con punteggi da nove e mezzo.

Questi risultati ci rendono orgogliosi e sono il risultato di un lavoro di squadra”, ha commentato il presidente della Toscana, Eugenio Giani. Il direttore della sanità toscana, Federico Gelli, ha aggiunto che tali risultati consentiranno anche di suddividere, in base alla popolazione, il premio di 200 milioni di euro conferito dal Ministero alle cinque migliori regioni del “Nuovo sistema di garanzia”, ovvero il monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza, dove la Toscana è in seconda posizione, molto vicina al Veneto.

Una buona sanità è un tema distintivo per una regione che è terra di diritti – ha proseguito Giani – ed è proprio per tutelare il diritto a ricevere cure adeguate, sancito dalla nostra Costituzione, che abbiamo intrapreso scelte, anche impopolari, come l’aumento dell’addizionale Irpef per i redditi oltre i 28 mila euro.”

La qualità dei servizi sanitari toscani si conferma superiore alla media nazionale, anche se esiste sempre una differenza da considerare tra le esperienze individuali dei cittadini e queste valutazioni generali – ha sottolineato l’assessore alla salute, Simone Bezzini –. Vogliamo quindi continuare a migliorare; per questo motivo, inizieremo un’analisi approfondita dei rapporti del Ministero e Agenas, non per autocelebrarci, ma per analizzare i dati e compiere ulteriori passi avanti.” Ha aggiunto: “Naturalmente, non possiamo fare tutto da soli. La sanità pubblica italiana necessita di maggiori finanziamenti dal Governo per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini e valorizzare i professionisti che vi operano.” Un punto cruciale per tutte le Regioni. “Ci aspettiamo, su questo, la collaborazione del Governo per garantire un futuro al sistema sanitario pubblico,” ha concluso Bezzini.

Nel frattempo, la Toscana ha stabilito obiettivi per i prossimi mesi e per il prossimo anno, elencando nove punti: dalla crescita delle adesioni agli screening per il tumore del colon-retto a un maggiore controllo delle anagrafi animali, dalla riduzione delle ospedalizzazioni (curando, quando possibile, i pazienti a casa o sul territorio) alla diminuzione dell’uso di antibiotici superflui, ancora troppo elevato in alcune aree; dalle liste di attesa alle cure palliative, per continuare il lavoro già avviato, dalla riduzione delle resezioni della mammella alla diminuzione dei parti cesarei e all’accorciamento dei tempi per gli interventi chirurgici alle fratture del femore, affinché tutti i pazienti possano essere operati entro 48 ore dal trauma, oltre al tema trasversale dell’appropriatezza prescrittiva.

Il nuovo sistema di garanzia

Il Nuovo Sistema di Garanzia analizza le attività delle regioni in tre ambiti: prevenzione, con 16 indicatori, assistenza distrettuale con 33 indicatori e assistenza ospedaliera con 24 indicatori. Negli anni, la Regione Toscana ha costantemente occupato le prime posizioni della valutazione del Ministero, con una crescita continua. Nel 2023, si è collocata ai vertici nazionali, seconda solo al Veneto, con un punteggio di 285,6. Nell’area della prevenzione, ha raggiunto il punteggio massimo nella copertura vaccinale, con picchi fino al 99,11% per il vaccino esavalente e fino al 97% per morbillo, parotite e rosolia. Gli screening oncologici hanno raggiunto il 59,38% di copertura per la cervice uterina, il 69,80% per la mammella e il 47,95% per il colon-retto. Nell’ambito Distrettuale, la Toscana ha ottenuto un punteggio di 95,1, distinguendosi per il basso tasso di ospedalizzazione in età pediatrica per asma e gastroenterite (32,43 per centomila) e per il tasso di pazienti in assistenza domiciliare (13,80 per mille). Nell’area Ospedaliera ha primeggiato per la qualità degli interventi sul tumore alla mammella (98,92), nella gestione dei DRG a rischio inappropriatezza (0,11), nell’autosufficienza di emoderivati e nella bassa mortalità per ictus ischemico.

Il Programma nazionale esiti

La presentazione del Programma Nazionale Esiti a cura dell’Agenzia Regionale della sanità ha evidenziato i risultati ottenuti in Toscana, che migliorano o si mantengono superiori rispetto alla media nazionale in quasi tutti gli indicatori principali. Ad esempio, la mortalità a 30 giorni per infarto miocardico acuto è inferiore alla media nazionale, mostrando un trend in miglioramento. Un dato molto migliore rispetto alla media nazionale riguarda la mortalità a trenta giorni per bypass aortocoronarico, che in Toscana si attesta attorno allo 0,22%, contro una media nazionale dell’1,56%. Anche la mortalità per ictus ischemico è notevolmente più bassa in Toscana, pari al 6,85%, contro il 9,40% in Italia. Per quanto riguarda la chirurgia generale, il 90,40% dei ricoveri per colecistectomia laparoscopica ha avuto degenze inferiori (media nazionale 84,74%); nella chirurgia oncologica, i dati sulla mortalità a 30 giorni per interventi per tumore al colon sono in linea con la media italiana, così come la percentuale di mortalità a 30 giorni per intervento per tumore al polmone è migliore in Toscana, attestandosi allo 0,5% rispetto a una media nazionale dello 0,8%. In aggiunta, è in aumento il numero di interventi chirurgici sul tumore al polmone, con un incremento della percentuale di tumori operabili.

La Rete oncologica regionale

Integrazione e multidisciplinarità, equità di accesso e prossimità delle cure, omogeneità nell’offerta, integrazione ospedale/territorio e un diritto alla innovazione ben governato: questi sono i principi fondamentali della Rete oncologica della Toscana, che si è distinta a livello nazionale per la cura e l’assistenza ai pazienti oncologici. Questo è stato confermato da AGENAS nella presentazione degli esiti della Quinta Indagine Nazionale sullo stato di attuazione delle Reti Oncologiche Regionali condotta nel 2023, analizzando vari indicatori di esito del percorso oncologico. La forza della Rete oncologica toscana, secondo AGENAS, consiste specificamente nella capillare, uniforme e “rapida” copertura del territorio (i pazienti possono accedere alle cure di alta specialità entro sessanta minuti dal luogo di residenza, anche in aree difficilmente raggiungibili), con un approccio multidisciplinare. Ciò facilita la condivisione dei percorsi assistenziali e la collaborazione tra professionisti di varie discipline, seguendo un modello che garantisce la prevenzione primaria e secondaria, le cure e la riabilitazione. Questo va dallo screening, all’attività interventistica, alla terapia farmacologica fino al sostegno psicologico, ponendo sempre il paziente al centro del sistema. Durante il Convegno, sono state delineate le linee fondamentali della governance della Rete oncologica, enfatizzando il ruolo e le funzioni dell’Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete oncologica (ISPRO) e presentando le principali eccellenze in termini di ricerca, prevenzione, assistenza e supporto del volontariato.

Fonte: Regione Toscana

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