Dal cuore della città alle frazioni di Santa Maria e Fontanella: una comunità coesa ha onorato con grande fervore l’ottantesimo anniversario della Festa della Liberazione nazionale, un momento che celebra la pace, la libertà, la giustizia e la democrazia. Questa manifestazione è un tributo a coloro che hanno sacrificato la propria vita per la storia del nostro Paese, scendendo in campo con coraggio e determinazione.
La giornata è iniziata con la santa messa nella Collegiata di Sant’Andrea, situata in piazza Farinata degli Uberti, officiata da don Guido Engels, il quale ha condiviso con i presenti un messaggio di speranza e impegno costante: “Oggi celebriamo la libertà, una conquista che non dobbiamo dare per scontata, poiché è nostro dovere costruirla quotidianamente per mantenere la nostra libertà”.
Al termine della messa, guidati dal Gonfalone civico sostenuto dal gonfaloniere, si è formato un corteo cittadino composto da membri dell’amministrazione comunale, rappresentanti del Consiglio comunale, autorità militari e civili, associazioni locali e numerosi cittadini diretti verso la vicina piazza XXIV Luglio. Il corteo lungo le strade del centro è stato animato dalla banda del Centro Attività Musicali di Empoli (CAM), che ha emozionato il pubblico con le melodie eseguite, culminando in piazza con l’Inno di Mameli, l’Inno alla Gioia e il Silenzio (trombettista).
La piazza XXIV Luglio era gremita e partecipe. Qui, il sindaco di Empoli ha deposto la ‘prima’ corona e ha riflettuto su questa festa, che continua a richiamare così tante persone anche dopo ottant’anni. “Ci sono cuori che battono in questa piazza, sentimenti e idee, ogni piazza è unica e vissuta da una moltitudine di persone. Il 25 aprile deve unire tutte e tutti, democratici e antifascisti. È una festa inclusiva, questa è la piazza di tutti, e le Istituzioni democratiche del nostro paese sono antifasciste”. Nel suo discorso, il sindaco ha messo in evidenza come il fascismo, per gli empolesi, non rappresenti solo il giorno della liberazione, ma anche un periodo di violenza e responsabilità. Ha parlato dell’importanza di rispettare la pluralità e di come questa storia debba essere tramandata ai giovani, proponendo nuovi strumenti educativi. A tal proposito, ha annunciato l’uscita imminente di un libro sui 530 ragazzi volontari che partirono da piazza del Popolo, sottolineando la nostra responsabilità nel preservare e raccontare queste storie.
Il sindaco ha poi sottolineato l’importanza della scuola nella promozione della libertà, in contrapposizione all’indottrinamento del passato. Questo rappresenta un grande valore per l’Italia democratica e una conquista significativa. Dobbiamo proseguire insieme, uniti – ha concluso il suo intervento – riconoscendo ogni giorno il valore della democrazia come un bene collettivo, proprio come questa festa deve essere vissuta come una celebrazione nazionale, un simbolo imprescindibile, alla stregua della bandiera e dell’Inno. Un elemento attorno a cui l’intera comunità internazionale si unisce con rispetto.
Un momento di particolare orgoglio è stato ricordare che, a Genova, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha festeggiato il 25 aprile, il luogo in cui fu firmata la resa del generale tedesco, anche nelle mani di un grande uomo, il compianto Remo Scappini. Gli empolesi vogliono continuare a raccontare la storia di una comunità che si unisce, consapevole della propria identità e dei propri valori. Le radici della democrazia del nostro paese hanno ottant’anni e sono inviolabili.
Viva la democrazia italiana, viva la Repubblica, viva Empoli antifascista.
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Interventi hanno avuto luogo anche da parte del presidente dell’Aned Empolese Valdelsa, Roberto Bagnoli, che ha sottolineato: “Questo è un momento per rendere il 25 aprile un evento collettivo, di partecipazione. Un simbolo di libertà, democrazia e giustizia, che deve essere fondamentale per educare le nuove generazioni sull’importanza della Resistenza. La Memoria deve essere coltivata e rivolgere lo sguardo verso il futuro, affrontando le attuali sfide per una società più giusta, solidale e inclusiva.” Anche Roberto Franchini, presidente Anpi Empoli, ha affermato: “Sono passati ottant’anni dall’insurrezione popolare che espulse le truppe naziste e fasciste. Oggi non celebriamo solo il sacrificio delle partigiane e dei partigiani, ma anche i valori centrali della nostra Carta Costituzionale: Pace, Lavoro, Solidarietà, Democrazia. Valori che sono stati posti a fondamento della Repubblica da chi, come affermò Calamandrei, ha dato la vita per liberare l’Italia dalla vergogna fascista. Il 25 Aprile deve servire a festeggiare la Liberazione e a ricordare da chi e da cosa ci siamo liberati, affinché non accada mai più”.
La cerimonia è proseguita a Santa Maria, presso il monumento dedicato ai partigiani Rina Chiarini e Remo Scappini, dove è stata deposta la seconda corona d’alloro. Qui, un consigliere comunale con delega alla Cultura della Memoria ha ricordato come Empoli sia stata insignita della Medaglia D’oro al merito civile per la Resistenza, grazie al valoroso comportamento dei suoi partigiani durante l’occupazione nazifascista, segnata da bombardamenti, rappresaglie e deportazioni. Nonostante le difficoltà, molti empolesi hanno continuato a opporsi al regime, rischiando la propria vita e quella delle loro famiglie, anche dopo la liberazione di Empoli. A 80 anni di distanza, i valori per cui combatterono i nostri partigiani devono essere difesi ogni giorno. Pace, democrazia e libertà devono essere promossi da ciascuno di noi e nelle nostre scuole, attraverso progetti come ‘Investire in Democrazia’, che quest’anno ha registrato un alto numero di adesioni e si prepara a festeggiare tra pochi anni il trentesimo anniversario. Trasmettere la nostra storia, quella della nascita dell’Italia Repubblicana, è il modo migliore per contrastare i venti di guerra che spirano sempre più forte.
La ‘Festa’ si è conclusa a Fontanella, presso il Cippo, dove il sindaco ha deposto la terza corona e ha chiuso la mattinata rendendo omaggio ai caduti, ricordando i fatti del passato e rinforzando il messaggio che la libertà e l’uguaglianza non sono parole vuote, ma diritti da difendere, insieme al valore della democrazia.
Fonte: Comune di Empoli – Ufficio stampa
