Spazi per bambini nei centri di raccolta del sangue, uso di un linguaggio inclusivo, riconoscimento delle differenze fisiologiche nella donazione e divieto di commenti sessisti sono alcuni dei suggerimenti contenuti nella proposta di “Manifesto sulla Parità di Genere nel Terzo Settore Toscano”, presentato durante l’Assemblea Organizzativa di Avis Toscana che si è tenuta nel fine settimana scorso a Chianciano Terme.
Il manifesto, presentato dalla presidente di Avis Toscana, Claudia Firenze, insieme a Elena Pampana del Forum Terzo Settore della Toscana e Marco Mini di Cesvot, è nato dalla volontà di superare stereotipi e disuguaglianze ancora radicati nella società e nelle organizzazioni del Terzo Settore.
Tra i principi chiave si identificano sette raccomandazioni:
Evitare commenti sessisti – Eliminare riferimenti inappropriati all’aspetto fisico, all’età o al ciclo mestruale per garantire un ambiente rispettoso per tutti.
Utilizzare nome, cognome e ruolo per entrambe le parti – Superare il fenomeno del “cuginismo”, ovvero la tendenza a presentare gli uomini con titoli e qualifiche e le donne solo con il nome di battesimo.
Usare il femminile per le professioni – Riconoscere e valorizzare il ruolo delle donne attraverso un linguaggio inclusivo, garantendo pari dignità nel contesto lavorativo e associativo.
Garantire una rappresentanza equilibrata – Assicurare che nei convegni e nelle tavole rotonde ogni identità di genere sia adeguatamente rappresentata, con un equilibrio minimo di almeno 1/3 – 2/3.
Considerare il criterio di genere nelle nomine – Oltre ai criteri tradizionali di competenza e territorialità, introdurre un’attenzione specifica alla rappresentanza di genere nelle decisioni dirigenziali.
Riconoscere le differenze fisiologiche nella donazione – Promuovere soluzioni adeguate alle esigenze delle donatrici, come spazi per bambini nei centri di raccolta, priorità di prenotazione per donne con figli e campagne di sensibilizzazione dedicate.
Evitare pregiudizi sulla competenza – Contrastare la percezione secondo cui la competenza di un uomo sia scontata, mentre una donna debba sempre dimostrare la propria preparazione.
“In Avis Toscana – ha dichiarato la presidente Claudia Firenze – siamo profondamente convinti che la diversità di genere rappresenti una risorsa, e che un’associazione come la nostra debba promuovere un cambiamento culturale anche nel terzo settore: il mondo del volontariato è infatti animato da moltissime donne, ma raramente ricoprono ruoli di vertice. Il Manifesto sulla Parità di Genere è uno strumento per sensibilizzare e attuare azioni concrete che favoriscano un ambiente realmente inclusivo e rispettoso delle diversità”.
Un aspetto particolarmente significativo emerso durante l’assemblea riguarda il ruolo delle donne nella donazione di sangue e plasma. I dati aggiornati al 2024 evidenziano che la componente femminile è predominante tra i giovani donatori: il 54% dei soci donatori Avis Toscana nella fascia 18-25 anni è costituito da donne. Su un totale di 68.312 donatori attivi, 7.383 sono nuovi iscritti, confermando un forte contributo delle giovani generazioni, soprattutto femminili.
“Avis Toscana si impegna a creare condizioni favorevoli per la donazione per tutti e tutte – ha aggiunto Firenze –. La medicina di genere ci mostra che uomini e donne presentano caratteristiche fisiologiche diverse anche riguardo alla donazione. Per questo motivo stiamo riflettendo su soluzioni dedicate, come spazi attrezzati nei centri di raccolta e campagne di promozione mirate”.
Fonte: Avis – Ufficio stampa
