Esordio di Vinitaly Tourism con 64 cantine e 16 buyer di alto livello

Esordio di Vinitaly Tourism con 64 cantine e 16 buyer di alto livello

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“La crescita dell’enoturismo in Italia negli ultimi anni rappresenta un patrimonio ancora da sfruttare in tutta la sua potenzialità” – commenta il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini -. “Vinitaly Tourism si propone come uno strumento fieristico per la promozione del turismo nelle regioni vinicole, supportando le aziende del nostro paese. Vinitaly è storicamente il punto di riferimento per le tendenze del settore. L’introduzione di questa nuova area nel programma della manifestazione accelererà un piano che, nei prossimi anni, potrà estendersi anche ai nostri eventi internazionali.”

Secondo il Report sull’Enoturismo redatto da Roberta Garibaldi, la transizione in corso è chiara: i consumatori stanno passando dal semplice “bere vino” al “vivere il vino”, intendendo il vino non solo come un prodotto di consumo quotidiano, ma come un’esperienza da vivere a 360 gradi attraverso un programma enoturistico che pone la cantina al centro dei ricordi di viaggio, con il vino che diventa un simbolo dell’enogastronomia italiana. I dati mostrano un crescente interesse per le visite a cantine e ai territori di produzione. In particolare, la percentuale di turisti italiani che ha visitato luoghi legati al vino è aumentata dal 60% nel 2021 al 77% nel 2025.

Negli anni, le cantine continuano a essere tra le destinazioni preferite dai turisti: il 40% degli italiani afferma di aver visitato almeno una cantina durante i viaggi più recenti, rispetto al 32% nel 2024 e al 29% nel 2021. Inoltre, tra le icone enogastronomiche italiane, il vino si posiziona al primo posto con il 38,1% di preferenze, seguito dall’olio extra vergine di oliva (24%), dalla pizza (22%), dalla pasta (15%) e dai formaggi (11%). I viaggiatori italiani considerano la visita alle cantine con degustazione vini come l’esperienza enogastronomica più memorabile dei loro viaggi (26% delle preferenze).

Nonostante l’alto potenziale del turismo enogastronomico, il business potrebbe subire un rallentamento a causa di alcune criticità segnalate nel Report. Gli intervistati evidenziano la mancanza di informazioni chiare sull’esperienza (ad esempio orari, costi, contenuti), un problema segnalato dal 58% dei visitatori italiani, e le limitazioni di orario e giorni di apertura (54%), dovute al fatto che molte cantine restano chiuse nei giorni festivi, quando i winelover hanno più tempo libero per queste esperienze. Un altro fattore critico è il timore di controlli stradali dopo la visita e degustazione, con il rischio di una sospensione della patente, un problema indicato da oltre la metà degli intervistati (53%), anche alla luce delle recenti leggi più severe.

Interessante il punto sui prezzi. Il 63% dei turisti italiani afferma che il costo ha influito sulla decisione di visitare un’azienda di produzione (tra cui le cantine), e mentre il 31% è disposto a spendere tra 21 e 40 euro per visita, c’è un 36% che non vuole pagare oltre i 20 euro. Tuttavia, anche un terzo degli intervistati si dichiara disposto a spendere di più. Roberta Garibaldi afferma: I dati evidenziano chiaramente la necessità di sviluppare azioni sistematiche mirate a valorizzare il turismo enogastronomico e le aree rurali, ponendo le aziende agricole come fulcro strategico per lo sviluppo sostenibile dei territori. È fondamentale affrontare seriamente la questione dei trasporti, investire nella formazione e incentivare le risorse umane, affinché gli operatori possano migliorare l’offerta e attrarre flussi turistici durante tutto l’anno.”

Per quanto riguarda le destinazioni vinicole più ambite dai winelover italiani e internazionali, secondo un’analisi delle tracce digitali realizzata in collaborazione con Data Appeal, le Langhe/Barolo, il Chianti e Montalcino hanno ricevuto il punteggio più alto. Tra le destinazioni turistiche più desiderate, i turisti italiani desiderano visitare le Cinque Terre (20,1% di preferenze) e il Salento (19,9%); i turisti tedeschi mostrano maggiore interesse per il Chianti (38%) e Montepulciano (27%); gli inglesi si orientano verso l’Etna (33%) e il Chianti (30%), mentre gli americani preferiscono il Chianti (41%) seguito dall’Etna (32%).

Vinitaly tourism presenterà un programma di eventi tematici sul futuro dell’enoturismo, tra sfide e opportunità, coordinato scientificamente da Roberta Garibaldi e supportato da Winedering. L’apertura del convegno sarà dedicata a “L’enoturismo non è (solo) una degustazione: come costruire un business reale” a cura di Winedering (dalle 10:10 alle 11:40). Seguiranno i focus coordinati da Roberta Garibaldi: “Enoturismo in Italia: dati, tendenze e opportunità” (11:40 – 12:10), “Strategie sinergiche per la valorizzazione delle denominazioni e del territorio” (12.10-12.50), e “Innovazione e sostenibilità nell’hospitality vinicola: il ruolo chiave dell’hospitality manager” (12.50-13.25). Concluderà il Movimento turismo del vino, con la presidente Violante Gardini Cinelli Colombini, con il tema “Turismo del vino: differenze regionali, nuove sfide e opportunità” (13.35-14.10).

– foto ufficio stampa Veronafiere –

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