Firenze: Barnerino-Tavarnelle. Un anniversario speciale per il Pranzo dei Bifolchi celebrato da duecento persone nelle storiche cucine di Pietracupa.

Firenze: Barnerino-Tavarnelle. Un anniversario speciale per il Pranzo dei Bifolchi celebrato da duecento persone nelle storiche cucine di Pietracupa.

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Un momento del pranzo dei Bifolchi © Unione dei comuni del Chianti

Anche il sindaco David Baroncelli, nei panni di cuoco e volontario, ha partecipato alla preparazione del pranzo dei Bifolchi e ai festeggiamenti che ieri hanno segnato l’anniversario dei 500 anni di questo antico rituale nelle cucine di Pietracupa.
Il primo cittadino ha fatto parte del gruppo esclusivamente maschile, composto da tutti volontari residenti nel borgo di San Donato in Poggio, che, fin dalle prime ore del mattino, ha iniziato a cucinare le gustose specialità del menù, nei locali del complesso religioso di origine rinascimentale. Come una volta, battendo la carne al coltello, utilizzando solo stoviglie e pentolami dell’epoca.

Questa iniziativa, che si svolge con regolarità due volte l’anno, ha rianimato il Santuario Santa Maria delle Grazie di Pietracupa. “È stata un’esperienza gastronomica di altissimo livello, con circa duecento persone presenti, tra cittadini e visitatori provenienti da tutta Italia,” ha dichiarato il sindaco David Baroncelli. “È un’occasione speciale per ritrovarsi insieme e valorizzare una tradizione che è diventata parte del nostro patrimonio di saperi e sapori rurali. Vorrei esprimere un ringraziamento speciale ai volontari, giovani e adulti, che da anni si dedicano al pranzo, sia come cuochi che come volontari.”

Il menù ha presentato penne al ragù preparato con carne battuta a coltello e stracotto di contorno con piselli e fagioli. I segreti dello stracotto, così come veniva cucinato nel Rinascimento, sono riemersi grazie a questo evento conviviale. “I bifolchi” hanno indossato il grembiule alle 5:30 del mattino per dare inizio al rito di preparazione dei piatti. Lo stracotto è stato cotto “ni’ canto di foco” in tegami di rame per circa sei ore ed è stato gustato a pranzo da circa duecento persone nell’oratorio e nelle antiche cantine del santuario, aperte per l’occasione.

Le origini di questa tradizione risalgono al sedicesimo secolo, quando si celebrava la Festa dei “Bifolchi”. Questi ultimi erano soliti offrire una cesta di grano alla Madonna di Pietracupa, ricevendo in cambio un lauto pranzo a base di carne. Sulla tavola comparivano minestre in brodo, bollito di manzo, piatti di carne con sugo, quarti di pollo, pane e vino.

L’evento conviviale, al quale ha partecipato anche l’assessore alle Tradizioni locali e popolari Paolo Giuntini, è stato organizzato dalla Fabbriceria del Santuario di Santa Maria delle Grazie di Pietracupa, l’ente che gestisce il santuario, presieduto dall’architetto Marco Iodice.
Un ringraziamento speciale va a Gianni Biagini, Gianni Cini, Germano Semplici, Paolo Melani, Emiliano e Danilo Parti, Giancarlo Lazzeri, Fabrizio Martinelli, Francesco Matteuzzi, Giuseppe Lenzi, Lorenzo Stefanelli, Filippo Sarri.



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