Bip, Radoccia: "L'Impatto della Tecnologia sulla Trasformazione Aziendale"

Bip, Radoccia: “L’Impatto della Tecnologia sulla Trasformazione Aziendale”

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Numerosi temi sono stati discussi, dall’esigenza di semplificare le procedure al rapporto tra consulenti e aziende, fino al ruolo delle donne nelle posizioni dirigenziali. Un primo punto su cui si concentra Radoccia è la missione di Bip, definita “una straordinaria storia italiana: si tratta di una multinazionale nata in Italia da un gruppo di partner audaci, che hanno deciso di lasciare Deloitte per fondare Bip. Lo scorso anno si è celebrato il ventesimo anniversario dalla fondazione e, partendo da zero, abbiamo raggiunto un fatturato di oltre 700 milioni, con una presenza in 14 paesi nel mondo: io sono la fondatrice dello studio legale tributario di Bip, perché, nel definire la nuova strategia, abbiamo scelto non solo di internazionalizzarci ulteriormente, ma anche di includere competenze diverse, tra cui la mia.”

Un’altra tematica affrontata è l’importanza della tecnologia per le aziende: secondo la Law & Tax Managing Partner di Bip, “sta trasformando il volto delle imprese e chi esercita una professione deve sapersi integrare con la tecnologia: esistono già corsi di Legal Tech nelle università, sia pubbliche che private, e sono convinta che in futuro nessuna professione potrà prescindere dall’aspetto tecnologico. Assistere le aziende implica anche comprendere il contesto economico e interpretare le normative per promuovere la loro crescita: una limitazione del panorama industriale italiano è sicuramente la piccola dimensione delle aziende, ma ci sono anche difficoltà nel gestire la successione generazionale, nell’internazionalizzarsi e nell’adottare cambiamenti tecnologici. La competenza nel gestire la crescita di un’azienda non sempre si allinea con l’imprenditorialità.”

Il legame tra consulenti e aziende, afferma Radoccia, “è diventato molto più intenso durante il periodo Covid, poiché ci trovavamo tutti in una sorta di trincea, dato che quella era una vera e propria guerra anche sul fronte economico: le aziende ci chiedevano continuamente come affrontare la situazione e noi consulenti ne abbiamo sostenute molte per riprendersi e non fallire.”

Riguardo all’intelligenza artificiale, il suo punto di vista è favorevole: “Ho iniziato anch’io a utilizzarla, poiché ha un impatto sia sul mio lavoro che sulle aziende: l’innovazione va abbracciata, non evitata. Il mio settore è molto tradizionalista, ma presto sarà fortemente influenzato dalle nuove tecnologie.”

Piu’ delicato è il tema della semplificazione: “La questione più cruciale è la riduzione dei tempi di processo, poiché in Italia per ottenere una sentenza ci vogliono tre volte più tempo rispetto agli altri paesi europei: le riforme sono sempre un tema difficile nel nostro paese. Anche se ci sono stati progressi negli investimenti, la percentuale di attrazione di fondi stranieri è ancora molto bassa; questo è dovuto a difficoltà nel recupero crediti, ai tempi della giustizia, alla burocrazia e, soprattutto, al cuneo fiscale.”

Radoccia condivide infine la sua esperienza di affermazione professionale in un contesto non sempre favorevole per le donne: “Ho incontrato ostacoli di genere solo all’inizio della mia carriera, poiché il numero di donne avvocato era piuttosto limitato quando ho iniziato; lavorando per multinazionali americane, non ho avuto problemi di genere significativi, ma in Italia la percentuale di donne in posizioni dirigenziali è molto bassa. Ho scelto Bip perché ho percepito la necessità di innovare il settore legale e fiscale: è un’azienda dinamica, composta da molti giovani; per trasformare i servizi è fondamentale avere un ambiente culturalmente favorevole.” In conclusione, esprime un desiderio per il futuro: “Sto creando uno studio di avvocati e fiscalisti che spero diventi il più importante d’Italia.”

– foto Italpress –

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