“Esprimiamo il nostro forte disappunto e una profonda preoccupazione per l’atto di inaudita brutalità avvenuto nella Provincia di Pisa. Un gesto intimidatorio inaccettabile“. Questo è il commento del WWF Italia, che in un comunicato denuncia il grave episodio recente in cui è stata trovata, lungo la strada dell’Arnaccio, fra Cascina e Coltano, la testa decapitata di un lupo, appesa a un cartello stradale. Riguardo a questo evento, riferisce l’associazione ambientalista, i Carabinieri stanno attualmente indagando.
Oltre alla gravità intrinseca dell’atto, che può essere considerato bracconaggio, il WWF sottolinea che è inaccettabile “l’esibizione della testa mozzata“, la quale rappresenta un “atto intimidatorio“. Non si tratta solo di un crimine grave, ma di un gesto che “evoca pratiche di intimidazione e odio verso la fauna selvatica, incompatibili con uno Stato di diritto e con i valori di una società civile“.
“Episodi di questa natura non possono essere vissuti come fatti isolati – afferma il Presidente di WWF Italia, Luciano Di Tizio -. Si inseriscono in un contesto di crescente allerta e ostilità nei confronti del lupo, alimentato negli ultimi anni da una narrazione distorta e sensazionalistica diffusa da alcuni media e posizioni politiche, che hanno contribuito a creare la percezione del lupo come un’emergenza“.
Secondo l’associazione, il declassamento dello stato di protezione della specie negli ultimi anni è un segnale “estremamente pericoloso“, poiché trasmette implicitamente l’idea che colpire il lupo “sia meno grave“, incoraggiando atti di violenza come quello avvenuto lungo l’Arnaccio.
Il WWF ribadisce che ogni azione illegale contro questa specie è soggetta a sanzioni penali e deve essere affrontata “con la massima determinazione“. “Richiediamo alle istituzioni di potenziare le attività di monitoraggio e repressione del bracconaggio, oltre a investire in una corretta informazione, prevenzione dei conflitti e strumenti per la coesistenza tra attività umane e grandi carnivori”, conclude il Presidente del WWF Italia.
Anche l’ENPA esprime la sua ferma condanna: “Un gesto macabro e scioccante, su cui stanno indagando i Carabinieri Forestali, che appare indubbiamente come un atto di bracconaggio con un chiaro intento intimidatorio. Appendere la testa dell’animale lungo una strada affollata significa voler inviare un messaggio, una sorta di sfida: contro le leggi, contro la protezione della fauna selvatica e contro il valore ecologico di questi animali.
Il pianeta non appartiene solo all’uomo“, ricorda l’ENPA, che offre pieno sostegno alle indagini in corso e spera che le forze dell’ordine identifichino velocemente il responsabile. “Se il colpevole verrà riconosciuto, l’ENPA attiverà immediatamente i propri uffici legali per partecipare attivamente nelle azioni legali“.
