Quest’anno, le piogge invernali, che non sono state neppure particolarmente intense, hanno causato notevoli disagi nel centro storico di San Miniato, con frane e smottamenti che, oltre a rappresentare seri rischi per la sicurezza pubblica, hanno complicato ulteriormente il traffico veicolare e ridotto drasticamente l’uso dei parcheggi pubblici. Questi eventi, insieme all’ormai cronica inattività del parcheggio del Cencione, hanno gravemente influito sulla qualità della vita nel capoluogo. Le frane e i smottamenti sono eventi prevedibili, che evidenziano l’approccio non proattivo dell’Amministrazione comunale.
È noto che il colle di San Miniato è fragile e vulnerabile dal punto di vista idrogeologico e idraulico; tale fragilità è stata addirittura formalmente riconosciuta da un provvedimento governativo risalente alla metà degli anni sessanta. È altrettanto chiaro che ormai da oltre dieci anni esistono diverse frane significative, comunemente denominate “frane storiche”, per le quali non è stato fatto nulla di concreto, se non l’installazione di segnaletica e semafori di avvertimento.
In virtù della vulnerabilità del territorio e della persistenza di antiche e significative frane, risulta incomprensibile il motivo per cui l’Amministrazione comunale ha impiegato anni prima di avviare gli studi di fattibilità necessari per accedere ai finanziamenti regionali riguardanti frane importanti come quelle di Poggio al Pino, Via di Gello e Poggio di Cecio. Allo stesso modo, è altrettanto inspiegabile perché non siano stati richiesti finanziamenti dal PNRR, considerata l’alta vulnerabilità idrogeologica e idraulica di San Miniato, certificata anche da un atto governativo.
Lega San Miniato