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La Regione Toscana interrompe tutti gli accorpamenti scolastici: “Rivalutare i dati sui tagli”

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La Toscana ha definito i 16 accorpamenti richiesti dal Ministero per l’anno scolastico 2026/2027, ma ha deciso di sospenderli cautelativamente. La Regione ha comunicato la decisione dopo settimane di proteste da parte di scuole, studenti e studentesse, in seguito a una delibera di giunta approvata ieri che mantiene il numero di 466 istituzioni scolastiche autonome attualmente attive in Toscana.

Il dimensionamento scolastico coinvolge anche l’Empolese Valdelsa, in particolare l’Istituto comprensivo di Capraia e Limite, che ha manifestato contro l’accorpamento, insieme al liceo Michelangiolo di Firenze e ad altre scuole. Questi due istituti della provincia di Firenze fanno parte dei 16 accorpamenti previsti in Toscana (4 in provincia di Lucca, 3 a Massa Carrara, 3 a Pistoia, 2 a Grosseto e 2 a Siena).

La sospensione degli accorpamenti è motivata dall’attesa dell’esito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il Dm 124/2025, relativo al criterio usato per definire il numero di autonomie scolastiche da ridurre: si basa sulla stima della popolazione scolastica piuttosto che sull’entità effettiva comunicata dall’Ufficio Scolastico Regionale.

“Manteniamo un forte rispetto per le istituzioni e per questo procediamo con la definizione degli accorpamenti richiesti, ma prima di prendere decisioni definitive che potrebbero influenzare la funzionalità del sistema scolastico e causare traumi nei territori, vogliamo avere chiarimenti su questo punto cruciale”, affermano il presidente Eugenio Giani e l’assessora all’istruzione Alessandra Nardini durante la conferenza stampa di stamani a Palazzo Strozzi Sacrati. “Le precedenti misure del governo, come la Legge di bilancio 2023 che includeva riforme nell’organizzazione scolastica, – sottolinea Giani – riconoscevano l’importanza di dimensionare la rete in base alla reale popolazione scolastica”.

Per quanto riguarda la Toscana, attualmente esiste una discrepanza di circa 8mila studentesse e studenti tra quanto stimato dal Ministero e l’effettivo numero comunicato dall’USR: 428.679 contro 436.671 iscritti.

“La nostra lotta è iniziata due anni fa, quando ci siamo opposti fermamente a ogni proposta di taglio alla scuola pubblica, sia in Conferenza delle Regioni che attraverso ricorsi. Inizialmente, il Governo voleva realizzare 15 tagli, ma grazie alla nostra opposizione, siamo riusciti a ridurli a 4. L’anno scorso abbiamo completamente respinto ulteriori tagli, costringendo il Governo a rinunciare: un risultato straordinario che ha protetto le attuali 466 autonomie scolastiche toscane”, evidenzia l’assessora Nardini, sottolineando come “quest’anno il Governo propone nuovi tagli, addirittura 16, trascurando il fatto che la Toscana ha già effettuato un corretto dimensionamento negli anni scorsi, anche attraverso la creazione di istituti comprensivi, in un’ottica di continuità verticale. Restiamo contrari sia nel merito che nel metodo rispetto a quanto imposto a livello nazionale e chiediamo almeno una revisione dei numeri di questi tagli, dal momento che la popolazione studentesca toscana supera quelli considerati dal Ministero”.

Formalmente, la delibera approvata ieri prevede la riduzione di 16 autonomie scolastiche, in base al contingente di dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi stabilito a livello nazionale, che da 466 scende a 450 in Toscana.

La delibera prevede 4 accorpamenti in provincia di Lucca, 3 in quelle di Massa Carrara e Pistoia, 2 per la Città Metropolitana di Firenze e altrettanti per le province di Grosseto e Siena. Il provvedimento recepisce le indicazioni dei piani provinciali e esercita poteri sostitutivi per la Provincia di Massa Carrara, che aveva già effettuato due dei tre accorpamenti previsti, ma che viene ora sospesa cautelativamente per “gravi motivi”, come consentito dalla normativa amministrativa (art. 21-quater l. 241/1990).

“Chiediamo – conclude Nardini – che il Governo riconsideri questa decisione. Non lo chiediamo solo come Regione Toscana, ma anche insieme ad altre Regioni, auspicando finalmente un vero confronto con il Ministro Valditara, come abbiamo richiesto in molte occasioni e che finora non ha avuto luogo”.

Fonte notizia

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