YINCHUAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Secondo Anna Lucia Tempesta, curatrice italiana, una mostra non si limita a esporre oggetti antichi, ma è un invito al dialogo interculturale.
Attualmente, questa filosofia prende vita nella regione autonoma del Ningxia Hui, in Cina, dove un’esposizione di ceramiche antiche mediterranee ha generato un significativo scambio tra professionisti europei e cinesi del patrimonio culturale.
Il fulcro di questo scambio è rappresentato dalla mostra “Myth on Pottery”, inaugurata settimana scorsa presso il Museo del Ningxia. Presentando 115 preziosi reperti, tra cui ceramiche, sculture e oggetti in vetro provenienti dalla Puglia, l’evento utilizza miti delle antiche divinità greche per raccontare la cultura e la storia del Mediterraneo.
Mentre la mostra entra nel vivo del suo ciclo di tre mesi, l’accento è passato oltre ai reperti, per focalizzarsi sui profondi legami di collaborazione che si stanno creando.
Tempesta, curatrice principale italiana e responsabile della promozione del Dipartimento per il turismo e la cultura della Puglia, ha evidenziato che il reale successo dell’evento risiede nella reciproca scoperta.
“Questi oggetti non sono semplici recipienti. I loro disegni e motivi raccontano storie di usanze antiche, raccolti e relazioni tra popoli”, ha affermato Tempesta dopo aver discusso a lungo con i colleghi cinesi.
“Queste immagini sono significative sia per noi che per voi. Se noi parliamo e spieghiamo, e voi ascoltate e interpretate, noi comprendiamo, generando così un vero scambio. Entrambi ne usciamo arricchiti”, ha aggiunto.
Questa comprensione congiunta si riflette vividamente nella sala espositiva.
I curatori cinesi e italiani hanno scelto di posizionare un cratere greco del 400 a.C. dalla Puglia accanto a una brocca in argento dorato, riconosciuta come tesoro nazionale cinese, rinvenuta in una tomba locale della dinastia Zhou settentrionale (557-581). Proveniente dalla storica regione della Battriana, oggi in Afghanistan, la brocca presenta decorazioni persiane e romane.
Curiosamente, entrambi i reperti raffigurano scene della guerra di Troia. Posizionati fianco a fianco, creano una risonanza transcontinentale, evidenziando il ruolo storico del Ningxia come crocevia dell’antica Via della seta.
La sinergia culturale ha superato le teche espositive. Durante il soggiorno a Yinchuan, la delegazione italiana ha visitato il centro di conservazione dei reperti culturali del Museo del Ningxia, per apprendere le pratiche di conservazione cinesi.
Gli esperti italiani hanno avuto approfondite discussioni con i colleghi cinesi riguardo ai materiali di restauro e alle tecniche di conservazione.
Il coinvolgimento del team italiano nel patrimonio culturale cinese ha incluso anche una visita alle tombe imperiali di Xixia, recentemente iscritte nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Confrontando le ceramiche antiche di Xixia e siti di fornaci di porcellana con reperti italiani, gli esperti hanno ammesso di apprezzare il carattere distintivo e il valore storico del patrimonio regionale cinese, notando come ambienti diversi influenzino espressioni artistiche uniche.
Wang Xiaojun, curatore del Museo del Ningxia, ha evidenziato che l’inaugurazione di questa mostra durante la stagione turistica primaverile è stata una mossa strategica per arricchire la vita culturale pubblica e promuovere una cooperazione culturale più profonda tra Cina e Italia.
Riflettendo sulle sorprendenti somiglianze tra il ricco patrimonio di arte rupestre in Italia e i petroglifi antichi trovati sul monte Helan, nel Ningxia, Tempesta ha delineato una visione ambiziosa per il futuro.
