Contrastare la criminalità organizzata e promuovere la legalità sono i due principali obiettivi del Coordinamento delle Commissioni e degli Osservatori regionali sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità. Questo organismo è stato istituito a luglio 2018 grazie all’impulso della Commissione parlamentare antimafia e opera nell’ambito della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni. Oggi si è svolta una riunione a Roma per rilanciare le proprie attività. Per il Consiglio regionale della Toscana ha partecipato l’assessore regionale Irene Galletti (Movimento 5 Stelle), segretaria questore dell’Ufficio di presidenza.
Dalla sua costituzione, il Coordinamento ha lavorato su due fronti: uno normativo, volto a favorire l’armonizzazione delle legislazioni regionali nel contrasto alla criminalità e a sviluppare modelli legislativi condivisi; e uno di sensibilizzazione, attuando iniziative per diffondere la cultura della legalità nei vari territori, affrontando temi come usura, riciclaggio, caporalato, gioco d’azzardo, infiltrazioni mafiose, e gestione dei beni confiscati.
“In Toscana stiamo realizzando concretamente questo impegno grazie alla nostra mozione, approvata il 14 gennaio 2026, che prevede il rinnovo del Protocollo di legalità, scaduto a fine 2025, e il potenziamento dei suoi contenuti in linea con gli impegni del programma di governo – ha affermato la consigliera Irene Galletti. – Questa iniziativa ha portato a una risposta celere della Giunta, che ha approvato con la delibera n. 189 del 2 marzo 2026 il programma delle attività per il triennio 2026–2028, stanziando 607.500 euro per promuovere la cultura della legalità, l’educazione dei giovani e la formazione degli amministratori. Inoltre, nel mese di agosto scorso, è stato previsto uno stanziamento aggiuntivo di 45.000 euro a favore dei progetti scolastici e della partecipazione dei giovani ai campi antimafia. È fondamentale – ha continuato la consigliera Galletti – mantenere questo impegno, affinché il rigore dei controlli vada di pari passo con una partecipazione consapevole delle comunità, convinti che la legalità si costruisca ogni giorno con scelte attente alla tutela del lavoro, delle imprese sane e della fiducia dei cittadini nelle istituzioni.”
Nei primi tre anni di attività, il Coordinamento nazionale ha realizzato diverse azioni e strumenti normativi. In primis, il Protocollo “Liberi di scegliere”, un progetto avviato in Calabria per allontanare i minori dai contesti familiari legati alla ‘ndrangheta e inserirli in percorsi rieducativi e situazioni di affido; questo modello è stato diffuso come best practice e adottato in varie Regioni (tra cui Basilicata, Puglia, Sicilia, Umbria, Lombardia e Molise). In secondo luogo, la Proposta di legge al Parlamento per gli appalti pubblici (ex art. 121 Cost.), finalizzata a prevenire le infiltrazioni mafiose negli affidamenti diretti, prevedendo un elenco di merito per premiare e tutelare le aziende che denunciano estorsioni o tentativi di corruzione. Il Coordinamento ha anche sviluppato uno schema-tipo di legge regionale sui beni confiscati, mirato alla valorizzazione e al riutilizzo sociale dell’ampio patrimonio sequestrato alle mafie e alla corruzione (che comprende oltre 30.000 immobili e 4.000 aziende in Italia), elaborato in collaborazione con l’Agenzia Nazionale (ANBSC) e ANCI. Infine, è stata avviata un’attività di comunicazione e monitoraggio sul territorio attraverso un accordo di collaborazione con TGR Rai per promuovere le attività e condurre cicli di audizioni nei singoli Consigli regionali, al fine di sostenere l’attuazione dei progetti nei vari territori.
Fonte: Regione Toscana – Ufficio Stampa
