È stato inaugurato il nuovo Archeodromo di Poggibonsi. Il villaggio carolingio del IX-X secolo, rinvenuto dagli archeologi dell’Università di Siena sulla collina di Poggio Imperiale, è stato ricostruito in scala reale ed è il più grande museo archeologico all’aperto dedicato all’alto medioevo.
Numerose persone hanno celebrato il taglio del nastro avvenuto oggi, 24 ottobre, insieme al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, alla sindaca Susanna Cenni, al professor Marco Valenti, ordinario di Archeologia Cristiana e Medievale presso il Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena e direttore del Parco di Poggio Imperiale. Erano presenti anche Autorità civili, militari e religiose, la presidente della Provincia Agnese Carletti, Roberto Di Pietra Rettore dell’Università di Siena, Carolina Taddei per la Fondazione Musei Senesi, e Simone Gheri direttore di Anci Toscana. Inoltre, Lucia Steri per il Ministero della Cultura, il deputato Matteo Orfini, componente della commissione cultura della Camera, il senatore Silvio Franceschelli e il consigliere regionale Simone Bezzini, con rappresentanti di fondazioni ed enti di tutta la provincia.
Erano presenti anche membri della giunta comunale, consiglieri comunali, sindaci e amministratori della Valdelsa senese e fiorentina, oltre a ex amministratori poggibonsesi che hanno seguito l’evoluzione del progetto.
La sindaca Susanna Cenni: “Un progetto innovativo e senza pari su cui abbiamo deciso di investire con determinazione per il grande valore che porta con sé. Nella didattica, nella cultura, nel turismo. Il completamento dei lavori rappresenta un traguardo significativo per la nostra comunità e segna l’inizio di una nuova fase di crescita. È un ponte tra passato e futuro. Dentro le mura di Poggio Imperiale si trovano le radici della nostra città. Questo patrimonio identitario viene reinterpretato dall’Archeodromo attraverso linguaggi nuovi, capaci di trasformare la nostra storia in un’opportunità di sviluppo, al centro del percorso di valorizzazione che stiamo portando avanti sulla nostra Fortezza medicea. Ringrazio il professor Valenti e il suo team, che sono l’anima di questo luogo, le tante competenze coinvolte, e gli uffici e amministratori che mi hanno preceduto e che hanno sostenuto questo progetto. Un grazie speciale a chi ci ha aiutato in questa apertura e a tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato, che è un vanto per la nostra città e per tutto il territorio“.
Il professor Marco Valenti: “La mia avventura con Poggibonsi è iniziata nel 1993, e veder realizzato oggi l’Archeodromo mi riempie di emozione. Riflessione su chi ha creduto in un’idea che sembrava complessa da realizzare e su tutte le persone che l’hanno alimentata. L’Archeodromo è un museo in cui la ricerca si manifesta in una forma visibile, percorribile e comprensibile. A renderlo vivo sono gli archeologi che quotidianamente condividono con i visitatori conoscenze, gesti e domande. Ora dobbiamo garantire un futuro a questo progetto, con risorse adeguate, continuità e prospettive per chi lo rende possibile. Questa è la responsabilità che accompagna la gioia di oggi“.
L’Archeodromo è un museo archeologico all’aperto che include abitazioni, strutture agricole e spazi artigianali costruiti grazie ai risultati degli scavi, al confronto con le fonti storiche e dalla sperimentazione delle tecniche edilizie altomedievali. Qui gli archeologi in costume storico interpretano gli abitanti del villaggio e coinvolgono il pubblico nella vita di una comunità rurale “ai tempi di Carlo Magno”. Il progetto, frutto della collaborazione tra il Comune di Poggibonsi, l’Università degli Studi di Siena, professionisti e associazioni, è cresciuto nel tempo grazie a investimenti pubblici, sinergie e collaborazioni (la prima inaugurazione risale a ottobre 2014). Facente parte della Fondazione Musei Senesi, unisce archeologia, sperimentazione, living history e narrazione della storia attraverso attività che consentono di vivere in prima persona le abitudini e i mestieri del passato. Il rigoroso approccio scientifico e il modello innovativo di ricostruzione ne hanno subito fatto un centro di attrazione turistica e formativa, capace di attrarre l’interesse accademico e un vasto pubblico di appassionati, turisti e studenti. Negli scorsi dieci anni, sono stati oltre 25.000 i visitatori annuali e circa 46.000 giovani provenienti da tutta Italia hanno visitato il museo. Con l’ultimo lotto di lavori, interamente finanziato dall’Amministrazione comunale con un investimento di 375.000 euro, è stato completamente ricostruito.
“Un villaggio mille storie”. Dopo il taglio del nastro seguiranno eventi di living history con archeologi specializzati nel reenactment e alcune delle migliori compagnie italiane. Ad accogliere i visitatori, tutti gli abitanti del villaggio (gli archeologi), il gruppo di reenactors La Fara (gruppo di ricostruzione e archeologia sperimentale) e i Winileod, gruppi di sperimentatori e musicisti di musica altomedievale. Le attività inaugurali continueranno domani, domenica 25 ottobre.
“Un villaggio mille storie” è realizzato con il patrocinio e il sostegno della Regione Toscana, con il patrocinio della Provincia di Siena e Fondazione MPS, e con la collaborazione di Sienambiente, Unicoop Firenze, Fisar Siena Valdelsa.
