Pierburg, segnali positivi dal tavolo Mimit. Ora servono azioni concrete e certezze.

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Rheinmetall avvia il trasferimento a Livorno di linee per la componentistica dei veicoli elettrici. Fabiani: “Massima disponibilità da confermare. La Regione è pronta a sostenere il percorso”

Scritto da Antonio Cannata, martedì 20 ottobre 2026 alle 12:42

Ci sono i primi segnali di ottimismo, ma è necessario concretizzare il futuro industriale e occupazionale della Pierburg di Livorno. Tra cauto ottimismo e inviti alla prudenza, il consigliere speciale del presidente Giani per le vertenze aziendali Valerio Fabiani ha commentato l’esito della riunione tenutasi ieri al Mimit, nell’ambito del tavolo nazionale dedicato alla vertenza, che interessa anche altri due stabilimenti in Italia, a Lanciano e Torino (circa 450 lavoratori, di cui la metà in Toscana). Si è trattato del primo incontro a cui ha partecipato l’attuale proprietà, il gruppo Rheinmetall, insieme al fondo Aequita, che dovrebbe acquisire definitivamente entro la fine dell’anno il ramo d’azienda riguardante i siti Pierburg.
I rappresentanti di Rheinmetall hanno mostrato apertura all’ipotesi di trasferire nel sito di Livorno alcune linee produttive legate alla componentistica per veicoli elettrici. Questa soluzione è stata elaborata nelle ultime settimane da Mimit e dalla Regione insieme all’azienda.
“Si tratta certamente di un’apertura per uscire da questa situazione difficile, frutto della determinazione dei lavoratori, in contratto di solidarietà da tre anni e mobilitati da mesi, e dall’impegno congiunto di istituzioni e sindacati – spiega Fabiani, presente all’incontro insieme ai membri dell’Unità di crisi Lavoro regionale e al direttore della Direzione regionale competitività. Tuttavia – sottolinea il consigliere – siamo in presenza di una disponibilità a un livello preliminare, quindi manteniamo la massima prudenza. Verificheremo con attenzione e restiamo in attesa di un piano industriale che si aspetta da troppo tempo, con impegni concreti e investimenti.”

Nel frattempo, la Regione Toscana ha dichiarato di essere pronta a supportare questo processo. “Se il trasferimento delle linee a Livorno verrà confermato, la Toscana farà la sua parte utilizzando tutti gli strumenti disponibili, incluso un importante progetto formativo per il personale,” sottolinea Fabiani. “Siamo consapevoli che l’operazione è complessa e potrà richiedere da uno a tre anni. La nostra principale preoccupazione in questa fase è preservare le competenze dei lavoratori e promuovere il loro sviluppo.”
Il prossimo incontro è fissato per il 30 novembre, data in cui è atteso il piano industriale che dovrà dimostrare come proprietà e acquirenti intendano rendere concrete le prospettive occupazionali e produttive dello stabilimento di Livorno.

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