La vendemmia si chiude con segnali molto promettenti riguardo alla qualità, grazie anche alle piogge di settembre che hanno contribuito a ristabilire l’equilibrio delle uve dopo i periodi più caldi. Questo è il resoconto di Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, al termine della raccolta, che ha portato in cantina uve di qualità eccellente, specialmente per il Sangiovese.
“Quella di quest’anno è una vendemmia di grande qualità. Le piogge che sono arrivate a metà settembre sono state fondamentali, poiché hanno riportato equilibrio alle uve e ci hanno permesso di raccogliere grappoli nelle condizioni ottimali, senza particolari stress dovuti al caldo. Il Sangiovese, spiega Busi, è giunto in cantina in uno stato davvero notevole e ci sono le basi per ottenere vini di alto livello”.
Per quanto riguarda la produzione, il resoconto è positivo, dal momento che, ricorda Busi, “saranno rispettati i livelli attesi dopo la decisione del consiglio del Consorzio di ridurre le rese”.
Detto ciò, il mercato continua a presentare delle difficoltà.
“Il problema principale è l’incertezza con cui ci troviamo a operare: ci sono momenti in cui gli ordini si bloccano e altri in cui arrivano anche richieste significative. Questa discontinuità rende complicato pianificare le attività e affrontare il mercato con la necessaria tranquillità. A pesare su tutto ciò, continua il presidente del Consorzio Vino Chianti, ci sono ovviamente le preoccupazioni legate alle tensioni geopolitiche e alla situazione economica, che influenzano le decisioni di acquisto e spingono aziende e consumatori a comportarsi in modo più cauto”.
“Non possiamo prevedere con certezza cosa accadrà quando la situazione internazionale migliorerà, ma una maggiore stabilità sarebbe senza dubbio un aiuto per l’economia. Il Chianti ha fiducia e non ha paura: possediamo le qualità e le potenzialità per affrontare il mercato anche in situazioni difficili, ma è innegabile che sia i consumatori che le aziende avrebbero bisogno di un contesto più stabile e affidabile”, conclude Busi.
Fonte: Consorzio Vino Chianti – Ufficio Stampa
