Processo per l'occupazione dell'ex hotel Astor: "Non luogo a procedere" per 26 imputati per irreperibilità

Presunto racket all’ex hotel Astor: gli accusati negano di aver richiesto pagamenti per le camere.

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Ex Hotel Astor, il raid di sgombero del 2023 (foto gonews.it)

Lo zio materno di Kata, la bambina scomparsa il 10 giugno 2023 dall’ex hotel Astor di via Maragliano a Firenze, nel processo riguardante il presunto racket all’interno dell’ex albergo occupato e successivamente sgomberato, ha negato di aver estorto denaro agli occupanti delle camere. Lo zio è accusato, insieme a altre tre persone: in sede di processo ha affermato di non aver mai intimidito nessuno per ottenere una stanza e di aver pagato a un uomo rumeno per due camere, una in cui risiedeva e una doppia dove vivevano Kata, sua madre e il fratellino. Anche un altro accusato, che secondo le indagini avrebbe costretto a pagare fino a 700 euro per una stanza, ha dichiarato di non aver mai richiesto soldi, specificando che l’ex Astor era occupato da peruviani e rumeni e che lui si occupava della comunità peruviana, raccogliendo “piccole somme di denaro” per necessità varie. Un altro soggetto, sempre secondo le testimonianze, gestiva la raccolta fondi per la comunità rumena. Entrambi, l’imputato e lo zio, hanno inoltre sostenuto di non essere mai entrati nella stanza da cui un uomo ecuadoregno si sarebbe lanciato dalla finestra del secondo piano, a quanto emerso, nel tentativo di fuggire da un’aggressione.

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