Lavoro: Il 77% dei business traveler italiani affronta il problema dell'overtourism anche durante le trasferte aziendali.

Lavoro: Il 77% dei business traveler italiani affronta il problema dell’overtourism anche durante le trasferte aziendali.

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25 settembre 2026 | 17.39

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Il turismo di massa è ormai un tema centrale per le aziende. Il 77% dei viaggiatori d’affari italiani ha riferito di essersi trovato in una zona con un forte afflusso di turisti durante un viaggio di lavoro, superando la media globale del 74%. L’overtourism si estende così oltre il turismo leisure, diventando un aspetto da tenere in considerazione nella pianificazione dei viaggi aziendali. Questo dato è significativo, poiché il business travel è visto come un’opportunità di crescita dalle imprese: il 96% dei CFO italiani intervistati nella nuova edizione della Sap Concur Global Business Travel Survey considera infatti i viaggi d’affari cruciali per la strategia di sviluppo della propria organizzazione, in linea con il 97% a livello globale.

A livello internazionale, quasi un viaggiatore d’affari su quattro (24%) ammette che il sovraffollamento ha influito negativamente su una trasferta. Inoltre, l’87% cerca di evitare, quando possibile, le aree con alta concentrazione turistica. Le maggiori problematiche associate alle destinazioni affollate includono costi più elevati (43%), maggiori difficoltà negli spostamenti (38%) e opzioni di viaggio limitate (33%). Di conseguenza, per chi viaggia per affari, la scelta della destinazione non dipende solo dalla distanza o dal costo. L’affollamento, la disponibilità e le condizioni di accesso possono influenzare l’esperienza di viaggio e complicare la gestione di un trasferta che deve soddisfare precise esigenze aziendali.

“L’overtourism è stato a lungo considerato solo in relazione al turismo e all’impatto sulle destinazioni. Tuttavia, i nostri dati indicano che il fenomeno sta influenzando sempre più anche il business travel”, commenta Andrea Piccinelli, responsabile di Sap Concur Italia. “Per le aziende, è essenziale prestare maggiore attenzione a dove e quando inviare i propri dipendenti in trasferta, specialmente nei periodi di alta affluenza. Av avere informazioni aggiornate sulle condizioni delle destinazioni diventa cruciale per prendere decisioni più consapevoli e ridurre le problematiche che potrebbero compromettere l’esperienza di viaggio”, aggiunge.

La pressione sulle destinazioni si inserisce in un contesto più ampio dei cambiamenti nelle aspettative dei viaggiatori d’affari. A livello globale, il 36% degli intervistati si aspetta infatti un maggiore comfort e piacere durante le trasferte rispetto a qualche anno fa, mentre il 27% indica la mancanza di comfort come uno dei motivi per cui evita le aree più affollate.

Pertanto, la sfida per le aziende è quella di trovare un equilibrio tra le esigenze aziendali e le aspettative dei viaggiatori, senza rinunciare alle opportunità offerte dalle mete di maggiore richiamo internazionale. La survey suggerisce di considerare con maggiore attenzione le città e le aree particolarmente congestionate durante l’alta stagione e, quando possibile, di esplorare alternative ai luoghi più soggetti ai flussi turistici. L’obiettivo è sviluppare programmi di viaggio in grado di garantire condizioni più fluide, mantenendo al contempo il valore derivante dalle trasferte.

“Non si tratta necessariamente di evitare le destinazioni più popolari, che spesso rimangono fondamentali per il business; piuttosto, è importante considerare anche la pressione a cui sono sottoposte. Per chi pianifica i viaggi, avere la possibilità di valutare anticipatamente destinazioni, periodi e alternative consente di elaborare programmi di viaggio più efficienti, mantenendo al centro gli obiettivi aziendali e l’esperienza dei partecipanti,” conclude Piccinelli.

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