Durante il suo intervento, Mazzi ha evidenziato che a livello nazionale la nautica da diporto ha registrato un fatturato record di 8,6 miliardi di euro, mentre il settore delle crociere ha concluso il 2025 con 14,7 milioni di passeggeri. Il ministro ha definito tra gli obiettivi strategici l’implementazione di porti turistici moderni, collegamenti efficienti, servizi di alta qualità, formazione e digitalizzazione, sottolineando l’importanza dei porti come accessi ai territori. Questo modello trova in Liguria una particolare concentrazione di eccellenze.
Nel 2026, la regione ha mantenuto il primo posto in Italia per numero di Comuni Bandiera Blu, che sono arrivati a 35, mentre 18 sono gli approdi turistici liguri premiati, due in più rispetto al 2025, grazie all’inclusione della Marina del Fezzano a Porto Venere e del Porto Carlo Riva a Rapallo. L’accoglienza turistica porta anche a significativi benefici economici. Nel 2025, la nautica professionale genovese legata ai maxi yacht ha generato un impatto economico di circa 663 milioni di euro, contribuendo con 234 milioni al PIL ligure e creando 3.240 posti di lavoro. Nello stesso anno, il settore delle crociere nei porti di Genova e Savona ha prodotto un impatto economico diretto di 346 milioni di euro, di cui 255 milioni, pari al 73%, legati alle attività di home port, coinvolgendo circa 2.700 lavoratori lungo la filiera.
“I dati evidenziano quanto il turismo marittimo superi la mera dimensione balneare – afferma l’assessore Lombardi -. La Liguria può vantare 35 Comuni Bandiera Blu e 18 approdi turistici certificati, insieme a un sistema nautico e crocieristico che genera ricadute economiche e occupazionali significative. Gli approdi e i porti non sono solo luoghi di arrivo e partenza, ma possono diventare reali porte d’ingresso alla scoperta del territorio”.
“La vera sfida consiste nel creare una connessione sempre più forte tra chi arriva via mare e ciò che la Liguria ha da offrire a terra, dalle città ai nostri meravigliosi borghi, dall’enogastronomia alla cultura, fino agli sport all’aperto e all’entroterra. Più riusciamo a trasformare un approdo o una sosta in un’opportunità per conoscere e vivere il territorio, più il valore generato dal turismo marittimo sarà distribuito tra comunità locali e attività. In questa direzione, la qualità dei servizi, i collegamenti, la digitalizzazione e la capacità di offrire un’esperienza integrata durante tutto l’anno diventano essenziali. Questa è un’altra parte della Liguria che intendiamo promuovere ogni giorno dell’anno”, conclude Lombardi.
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