Battisti (Gesap): "Integrare aeroporti, mobilità, ospitalità e territori"

Battisti (Gesap): “Integrare aeroporti, mobilità, ospitalità e territori”

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Al centro dell’iniziativa c’è una visione che trascende il tradizionale ruolo delle infrastrutture di trasporto; l’aeroporto non è più solo un punto di partenza per una destinazione, ma diventa parte integrante dell’esperienza stessa. La connettività, la qualità dei servizi e l’accessibilità sono elementi che influenzano i mercati a cui un territorio può accedere, la capacità di attrarre turisti internazionali, la destagionalizzazione dei flussi e il posizionamento competitivo delle destinazioni. “Dobbiamo spostare l’attenzione dal volume al valore,” ha sottolineato Battisti. “Una nuova rotta non significa semplicemente un nuovo volo, ma l’apertura a un nuovo mercato per il territorio. Non possiamo misurare il successo solo in base ai passeggeri o agli arrivi, ma dobbiamo tenere conto anche di permanenza, capacità di spesa, destagionalizzazione e valore generato per l’economia locale.” Per Battisti, la competitività turistica richiede oggi un superamento della frammentazione tra i vari attori della filiera. Aeroporti, compagnie aeree, istituzioni, settore alberghiero, mobilità terrestre, cultura, eventi, enogastronomia e promozione territoriale devono essere considerati componenti di un unico ecosistema.

“Ogni operatore è comprensibilmente orientato al proprio segmento, ma il viaggiatore vive un’unica esperienza. È su quella esperienza complessiva che una destinazione viene valutata e sulla quale si costruisce la sua reputazione internazionale.”
In questo contesto, l’intermodalità gioca un ruolo cruciale. Il viaggio, infatti, non termina al terminal aeroportuale; ferrovia, trasporto pubblico, porti e servizi di mobilità, così come i collegamenti con le principali destinazioni locali, devono diventare parti di un sistema integrato, semplice e accessibile per i visitatori. Particolare attenzione è stata riservata anche alla qualità dell’accoglienza. “Il viaggio inizia prima di arrivare in hotel. Comincia dalla facilità con cui si arriva a una destinazione, prosegue nell’esperienza aeroportuale e continua con la mobilità sul territorio. L’aeroporto deve smettere di essere un non-luogo e diventare il primo punto di arrivo della destinazione.”

Per Battisti, questa visione assume un significato ancora più rilevante al Sud e nelle aree insulari, dove la connettività è fondamentale per lo sviluppo economico e turistico. Tuttavia, la prospettiva deve andare oltre la tradizionale narrazione del divario infrastrutturale: la crescente centralità del Mediterraneo può trasformare la posizione geografica del Sud in un vantaggio competitivo, rafforzando il suo ruolo nei flussi turistici e economici internazionali. “L’Italia detiene un patrimonio culturale, paesaggistico e turistico straordinario. Tuttavia, nel mercato globale, la bellezza da sola non basta. Dobbiamo renderla accessibile, connessa e capace di generare sviluppo. Questo significa costruire una strategia in cui infrastrutture, turismo, innovazione, sostenibilità e qualità dell’accoglienza procedano insieme.”

L’esperienza dell’aeroporto di Palermo si inserisce in questa visione come un laboratorio di una trasformazione più ampia: da traffico a connettività, da volume a valore, da terminal a esperienza di destinazione, da aeroporto isolato a ecosistema territoriale e da periferia europea a gateway del Mediterraneo. “La competizione internazionale nel turismo – ha concluso Battisti – si concentrerà sempre più sulla capacità di costruire ecosistemi integrati. Dobbiamo passare dal trasportare persone al generare valore, dalla gestione delle infrastrutture alla creazione di esperienze. Le destinazioni in grado di integrare aeroporti, mobilità, ospitalità e territorio saranno quelle che vinceranno la competizione globale per un turismo di qualità.”

– foto ufficio stampa Gesap –

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