“Desidero manifestare tutta la mia solidarietà ad Alessandra Nardini per la valanga di insulti e messaggi d’odio che sono comparsi sotto il suo post riguardante lo sbarco, a Livorno, di 54 migranti, di cui 12 minori non accompagnati“. Così Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, interviene con una nota sull’ondata di commenti offensivi apparsi sotto il post pubblicato ieri dall’assessora Alessandra Nardini.
Nardini aveva riportato: “Questa mattina al porto di Livorno, grazie all’ONG Solidaire, sono sbarcati 54 migranti, di cui 12 minori non accompagnati. Vite umane salvate, spesso dopo aver vissuto un vero e proprio inferno. Dai report ricevuti direttamente dalla nave risulta che alcuni di loro hanno subito torture.
Quindi, a tutti gli odiatori, ai leoni da tastiera che certamente interverranno sotto questo mio post, voglio ribadirlo: sono orgogliosa di una Toscana che è accogliente, solidale e umana, pronta a ricevere chi è costretto a fuggire dal proprio Paese e rischia la vita in mare per cercare una vita degna.“.
Mazzeo condanna con decisione il linguaggio utilizzato nei commenti, separando il legittimo dissenso politico dagli attacchi che colpiscono la dignità delle persone: “Quando si etichettano come delinquenti individui solo per il fatto di essere migranti, si chiede la loro espulsione senza alcuna distinzione e si arriva addirittura a evocare una ‘guerra civile’ – aggiunge Mazzeo – non siamo più nel campo della critica politica. Su immigrazione, sicurezza e accoglienza è legittimo discutere, anche partendo da posizioni molto diverse. Ma il dissenso ha un confine chiaro: la dignità delle persone. Oltre questo confine ci sono disprezzo, disumanizzazione e odio. E non possiamo accettare che tutto ciò venga considerato normale solo perché accade sui social.“.
Secondo Mazzeo, “l’assessora Nardini ha ribadito un fatto semplice: in mare sono state salvate 54 vite. Tra di loro ci sono 12 minori soli e persone che hanno raccontato di aver subito torture. Di fronte a storie come queste, prima delle appartenenze politiche, dovrebbe prevalere l’umanità.“.
