La madre di Leonardo Brown dopo il rifiuto delle dimissioni dell'assessore: "Una mancanza di rispetto"

La madre di Leonardo Brown dopo il rifiuto delle dimissioni dell’assessore: “Una mancanza di rispetto”

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Accolgo con riserbo la decisione presa. Ci sono sicuramente elementi che costituiscono questo puzzle che, come cittadina, non ho modo di conoscere… Non posso fare altro che accettarla. Tuttavia, c’è un aspetto in tutta questa situazione che dimostra una mancanza di rispetto nei confronti delle vittime della strada e delle associazioni che da anni operano nel territorio, dedicandosi alla formazione e alla riduzione degli incidenti“.

Queste le parole di Manuela Guidi Pardini, madre di Leonardo Brown, il giovane di 22 anni che nell’estate di due anni fa ha perso la vita insieme alla fidanzata di 20 anni Emma Genovali in un incidente a Viareggio. Le sue parole giungono dopo la decisione di respingere le dimissioni dell’assessore Rodolfo Salemi, che aveva segnalato il posizionamento di posti di blocco su una chat Telegram. Questo fatto è emerso nei giorni scorsi, suscitando dibattiti e polemiche politiche. Dopo le scuse e l’assunzione di responsabilità, l’assessore ha presentato le proprie dimissioni, ma la sindaca Sara Grilli ha scelto di respingerle, conferendogli fiducia e mantenendo l’incarico (Qui la notizia).

I posti di blocco non servono solo a fermare i malviventi, ci mancherebbe altro che un membro delle istituzioni partecipi a qualcosa di simile” prosegue il commento. “I posti di blocco servono a fermare quelle persone che non dovrebbero mettersi al volante, limitando possibili danni. Credo che il messaggio volesse proprio mirare a questo. Ed è doloroso. Fa male perché ogni giorno ti adoperi affinché questa mentalità cambi e hai bisogno delle istituzioni che rafforzino questo messaggio… Mi rifiuto di pensare che, per questa amministrazione, il tema della sicurezza e dell’empatia stradale non sia rilevante. È vero che è successo a mio figlio… ma domani potrebbe toccare a qualcun altro se non ci impegniamo“.

Infine, Guidi Pardini conclude: “Ogni anno sulla strada perdono la vita 2750 persone, la violenza è la causa con il più alto tasso di vittime e continuiamo a trattarla come se fosse normale. Una bravata, una condizione di serie B. Assurdo! Sì, mi piacerebbe sapere qual è la vera motivazione di questa scelta e, soprattutto, aggiungere alle scuse il vero tassello mancante“.

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