Federico Pavese (foto gonews.it)
Anche Fratelli d’Italia Empoli invita gli organizzatori del Beat Festival a sostituire l’esibizione di Tony Boy, in programma sabato 29 agosto al Parco di Serravalle, con “un’altra manifestazione che possa garantire il regolare svolgimento dell’evento e fornire una risposta chiara agli acquirenti dei biglietti”.
La richiesta arriva dopo l’arresto del rapper e la decisione da parte del GIP di convalidare l’arresto, imponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari per l’ipotesi di detenzione di un’arma con matricola abrasa. Nei giorni scorsi la Lega aveva già espresso dissenso riguardo all’esibizione del rapper, ma al momento gli organizzatori non hanno cancellato l’evento, spiegando di “attendere gli sviluppi giuridici”.
“È importante essere chiari: la nostra posizione non è legata ai testi delle canzoni di Tony Boy, al genere musicale che rappresenta o alla libertà di espressione artistica. Non chiediamo di censurare un artista né vogliamo esprimere giudizi prima della magistratura. La responsabilità penale deve essere verificata nelle sedi competenti, e rimane fermo il principio costituzionale della presunzione di innocenza”, afferma Federico Pavese, commissario coordinatore di Fratelli d’Italia Empoli.
“Tuttavia, esiste un altro aspetto – continua Pavese – che riguarda l’opportunità, la responsabilità degli organizzatori e l’immagine di una manifestazione che si svolge in uno spazio pubblico della città e si rivolge principalmente a un pubblico giovane. La libertà artistica non può essere utilizzata per evitare un’analisi seria riguardo a eventi che hanno portato all’applicazione di una misura cautelare, in questo caso la detenzione di un’arma clandestina”.
Secondo Fratelli d’Italia, cambiare l’ospite non significa prendere posizione sulla colpevolezza dell’artista, ma riconoscere una situazione oggettiva che rende necessario tutelare il pubblico, i lavoratori coinvolti, gli altri artisti e la credibilità complessiva del Beat Festival.
“La libertà di espressione protegge il diritto di produrre e ascoltare musica, anche quando i suoi contenuti possono risultare provocatori o divisivi – osserva il commissario coordinatore di Fratelli d’Italia Empoli –. Tuttavia, non implica il diritto incondizionato a esibirsi in qualsiasi luogo, in qualunque momento e indipendentemente dalle circostanze sopraggiunte. Confondere questi due piani equivarrebbe a trasformare impropriamente una questione organizzativa e di responsabilità pubblica in una polemica ideologica”.
Fratelli d’Italia Empoli invita quindi gli organizzatori a comunicare tempestivamente le loro decisioni, prevedendo la sostituzione dell’esibizione con un artista o un evento alternativo di adeguato livello e fornendo indicazioni chiare agli acquirenti dei biglietti.
“Il Beat Festival è diventato un appuntamento importante per Empoli. Per questo motivo, deve dimostrare di saper gestire una situazione delicata con equilibrio, trasparenza e rispetto – conclude Federico Pavese –. La sostituzione dell’evento sarebbe una decisione ragionevole, non punitiva: tutelerebbe la manifestazione e permetterebbe alla città di non perdere una serata già programmata, evitando di trasformare il palco del festival in un campo di battaglia giudiziaria o politica”.
Fonte: Ufficio Stampa Fratelli d’Italia Empoli
