Agrivoltaico a Santa Croce, l'opposizione: "Siamo al fianco dei cittadini e del comitato"

Agrivoltaico a Santa Croce, l’opposizione: “Siamo al fianco dei cittadini e del comitato”

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Il progetto per l’installazione di un impianto agrivoltaico in via del Castellare non è più solo una possibilità. A confermarlo è l’Amministrazione comunale stessa, che ha annunciato la presentazione di una Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) da parte della società CS Zefiro 2 Agricoltura S.r.l., riguardante un impianto chiamato “Zefiro 2”, con una potenza nominale di 4,05 MWp e una potenza di immissione di 3 MW, che include opere connesse e un nuovo accesso carrabile sulla strada di via del Castellare.

Questo progetto influisce direttamente su un’area agricola del nostro territorio e ha già generato una forte preoccupazione tra i residenti, tanto da portare alla creazione di un Comitato cittadino che ha raccolto circa 200 firme. Come gruppo consiliare Insieme per Santa Croce, sosteniamo i cittadini e il Comitato.

Siamo favorevoli alla transizione energetica e allo sviluppo delle energie rinnovabili, ma questo non implica che ogni progetto debba essere considerato automaticamente compatibile con qualsiasi luogo. La transizione energetica deve andare di pari passo con la salvaguardia del paesaggio, del suolo agricolo e delle caratteristiche del nostro territorio. Per questo motivo riteniamo che il progetto di via del Castellare non sia appropriato per quella zona, che, come ci hanno fatto notare diversi residenti, è vista come una delle poche aree di campagna ancora intatte a Santa Croce sull’Arno.

La risposta fornita dagli uffici comunali alla nostra richiesta di chiarimenti ci ha permesso di apprendere l’esistenza del procedimento e alcuni aspetti fondamentali. Inoltre, ci ha chiarito un punto decisivo: essendo una PAS, è il Comune di Santa Croce sull’Arno l’ente procedente, responsabile dell’istruttoria e del coordinamento, tramite la Conferenza dei servizi, per ottenere i documenti di assenso degli altri enti coinvolti, concludendo il procedimento secondo quanto previsto dalla legge.

Sappiamo che la normativa nazionale in materia di energie rinnovabili, rafforzata dalle decisioni del Governo Meloni, impone significativi limiti ai Comuni. Tuttavia, per questo motivo riteniamo fondamentale che l’Amministrazione non si limiti ad osservare il procedimento. Il sindaco, dopo un incontro con i residenti, ha dichiarato che tali impianti “non sono ideali né condivisi” dall’Amministrazione per la nostra area agricola e che il Comune adotterà “tutte le misure possibili” per mitigare l’impatto sul territorio. Accogliamo questa posizione e ci aspettiamo che si traduca in una chiara e concreta presa di posizione da parte del Comune nel processo in corso, a tutela dell’area di via del Castellare e delle preoccupazioni dei suoi abitanti.

Se l’Amministrazione considera, come affermato dal sindaco, che un impianto di questa natura non sia compatibile con quella zona agricola, allora è essenziale che tale valutazione emerga con chiarezza nel processo amministrativo. Non siamo contrari alle energie rinnovabili, ma all’idea che la transizione energetica possa avvenire a spese, senza un’adeguata valutazione, di aree agricole che hanno un valore ambientale, paesaggistico e identitario per la nostra comunità. Pertanto, ci schieriamo al fianco del Comitato e dei cittadini di via del Castellare, chiedendo al Comune di Santa Croce di impegnarsi veramente a proteggere quell’area e ad ascoltare la voce di chi la vive quotidianamente.

Insieme per Santa Croce

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