Claudio Descalzi ha raggiunto 90,3 punti, mentre Pietro Salini si attesta a 80,6. Tra i nomi di spicco si trovano Gian Luca Artizzu, che guadagna punti grazie all’incremento delle attività di Sogin e all’importanza crescente del nucleare nel dibattito energetico, e Pasqualino Monti, beneficiato dalla sua recente nomina alla guida di Terna e dai risultati semestrali del gruppo.
Il calo più significativo è quello di Stefano Antonio Donnarumma, che scende a 30,8 punti a seguito della sua uscita anticipata da Ferrovie dello Stato. Reputation Index (www.reputationindex.it) è l’osservatorio del Gruppo The Skill che analizza la reputazione di manager e organizzazioni in base alla loro esposizione nei media. Non si tratta di una classifica definitiva, ma di un’istantanea del grado di visibilità e della direzione assunta dai vari profili nel periodo esaminato.
Nel settore Energia e Ambiente, Claudio Descalzi, Eni, si conferma con 90,3 punti grazie al suo quinto mandato e a risultati semestrali che evidenziano una significativa crescita dell’utile e della generazione di cassa. Flavio Cattaneo, Enel, accumula 82 punti, mantenendo una reputazione solida grazie all’aumento della redditività e degli investimenti nelle reti, supportato dalle sue attività internazionali. Paolo Gallo, Italgas, raggiunge 78,2 punti, beneficiando dell’integrazione con 2i Rete Gas, che ha portato a un incremento del 25% dell’Ebitda e del 27,3% dell’utile netto aggiustato.
Gian Luca Artizzu, Sogin, con 76,4 punti, si distingue per l’accelerazione del programma di decommissioning, un progetto che comprende oltre mezzo miliardo di euro di appalti e un ruolo crescente nel dibattito sul ritorno al nucleare. Renato Mazzoncini, A2A, con 69,1 punti, continua a mostrare una traiettoria positiva, supportata da investimenti nella transizione ecologica e nell’economia circolare. Agostino Scornajenchi, Snam, accumula 63,2 punti, grazie ai risultati solidi e al suo ruolo essenziale nella sicurezza delle forniture e degli stoccaggi.
Pasqualino Monti, Terna, con 62,4 punti, trae vantaggio dalla sua recente nomina e da risultati semestrali che evidenziano investimenti superiori a 1,5 miliardi di euro, in crescita del 19,8%. Giuseppina Di Foggia, Eni, chiude il trimestre con un calo a 45,6 punti: la sua nomina alla presidenza di Eni non si riflette in un’adeguata presenza pubblica, mentre pesa ancora la controversia sulla buonuscita da Terna.
Nel settore Infrastrutture e Trasporti, Pietro Salini, Webuild, si attesta a 80,6 punti, rinforzando la propria reputazione grazie a risultati semestrali solidi e al lancio di un’OPA su Trevi, finalizzata a integrare competenze specialistiche. Marco Troncone, Aeroporti di Roma, con 72,4 punti, consolida il suo profilo grazie all’aumento del traffico all’aeroporto di Fiumicino e all’attenzione su innovazione, sostenibilità e qualità operativa.
Gianpiero Strisciuglio, Ferrovie dello Stato, entra nella classifica con 69,5 punti dopo la nomina alla guida del gruppo, suscitando forti aspettative di rinnovamento nella governance ferroviaria. Giuseppe Pavoncelli, Ferrotramviaria, raggiunge 58,9 punti, spinto dall’aumento di ricavi, passeggeri e investimenti, che consolidano la presenza della società nel tessuto istituzionale e civile pugliese. Arrigo Giana, Autostrade per l’Italia, con 44,2 punti, si trova a dover affrontare la questione del ponte Morandi, gestita con una pubblica lettera di scuse e un impegno a discontinuità rispetto alla precedente gestione. Stefano Antonio Donnarumma, ex Ferrovie dello Stato, chiude con 30,8 punti, evidenziando un calo marcato dovuto alle sue dimissioni premature e all’avvento di una nuova fase ai vertici del gruppo.
– Foto ufficio stampa Sogin –
